Il Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM) ha presentato una bozza di modifica all'Allegato 1 del Decreto Interministeriale n. 355 del 20 dicembre 2021, che introduce una significativa riduzione del contingente di docenti esperti destinati ai Gruppi per l'Inclusione Territoriale (GIT). La proposta prevede infatti un passaggio da 405 a 373 unità, determinando un taglio netto di 32 insegnanti che operano nel supporto alla disabilità.
Questa decisione, emersa durante una riunione tecnica tenutasi il 31 luglio 2026 presso la Direzione generale per lo studente, l’inclusione e il contrasto alla dispersione scolastica, si scontra con una realtà demografica opposta: il numero di alunni con disabilità in Italia è in costante aumento. Il ridimensionamento dell'organico deriva da un cambio nei criteri di calcolo che, secondo le prime analisi, privilegia la configurazione strutturale della rete scolastica rispetto alla domanda reale di assistenza pedagogica e inclusiva.
Il paradosso del dimensionamento: plessi scolastici contro bisogni reali
La nuova proposta ministeriale si inserisce in un quadro di dimensionamento della rete scolastica che ha portato a una contrazione del numero di istituzioni sul territorio. Il Ministero ha scelto di basare la ripartizione delle risorse umane sulla configurazione dei plessi, ignorando il dato demografico degli studenti che necessitano di supporto. Questo approccio crea una criticità operativa rilevante, poiché i GIT hanno il compito fondamentale di verificare la congruità delle richieste di sostegno e supportare le scuole nelle strategie inclusive.
Le organizzazioni sindacali hanno già espresso forti perplessità riguardo a questa scelta. La FLC CGIL ha denunciato una possibile sovrapposizione di competenze e la mancanza di un coordinamento adeguato, sottolineando inoltre l'irregolarità dell'iter di approvazione, poiché l'informativa sarebbe avvenuta solo dopo il parere del Consiglio Superiore della Pubblica Istruzione (CSPI). Parallelamente, la UIL Scuola ha richiesto maggiore trasparenza sulle proiezioni triennali e una revisione dei parametri di assegnazione, che attualmente pesano al 50% sulle scuole e al 50% sugli alunni, per dare maggior peso alla numerosità degli studenti con disabilità.
La CISL Scuola, dal canto suo, ha sollecitato un monitoraggio costante dell'adeguatezza del personale rispetto ai bisogni degli studenti, chiedendo chiarimenti specifici sulla distribuzione provinciale dei componenti. Al momento, la decisione definitiva è stata rinviata per ulteriori approfondimenti tecnici richiesti proprio dalle organizzazioni sindacali, che mirano a evitare un arretramento qualitativo del supporto agli istituti.
Cronologia e iter normativo della modifica del Decreto 355/2021
Il percorso che ha portato alla bozza attuale è scandito da tappe precise che definiscono il quadro normativo di riferimento. Il punto di partenza è il Decreto Interministeriale n. 355 del 20 dicembre 2021, che disciplina i GIT, integrandosi con il D.lgs n. 66/2017, normativa cardine per il supporto agli alunni con disabilità. La fase attuale vede la necessità di una registrazione contabile presso il Ministero dell'Economia e delle Finanze (MEF) per la successiva contrattazione sui fondi.
Per quanto riguarda le risorse economiche, sono stati stanziati 2 milioni di euro per la retribuzione dei docenti che operano nei GIT. Tuttavia, la definizione finale delle tabelle di ripartizione territoriale è ancora in sospeso. Non sono ancora note le specifiche motivazioni territoriali che potrebbero giustificare eventuali deroghe alla distribuzione dei docenti da parte dei Direttori Regionali, un dato che rimane un punto critico per la pianificazione delle scuole.
| Elemento di Analisi | Dettaglio della Proposta |
|---|---|
| Contingente Docenti Esperti | Riduzione da 405 a 373 unità |
| Taglio Netto | 32 docenti esperti in meno |
| Criterio di Ripartizione | Basato sul numero di plessi scolastici |
| Risorse Economiche | 2 milioni di euro per le retribuzioni |
| Normativa di Riferimento | D.M. 355/2021 e D.lgs 66/2017 |
Cosa cambia concretamente per la scuola e il personale docente
Per i dirigenti scolastici e il personale docente, la riduzione di 32 docenti esperti nei GIT potrebbe tradursi in una minore capacità di monitoraggio della congruità delle richieste di sostegno. Questo significa che le scuole potrebbero trovarsi con meno supporto strategico per gestire le richieste di assistenza, che continuano invece a crescere numericamente. Il rischio concreto è un arretramento qualitativo del supporto agli istituti, con una minore capacità di coordinamento delle strategie inclusive sul territorio.
Per le segreterie scolastiche e gli uffici tecnici, la mancanza di tabelle di ripartizione definitive rende difficile la pianificazione del personale. È fondamentale attendere la registrazione contabile presso il MEF e l'apertura del tavolo di contrattazione integrativa per conoscere l'effettiva distribuzione dei fondi e delle unità. Fino a quel momento, la situazione rimane in una fase di attesa tecnica, con il rischio di una distribuzione non omogenea che potrebbe penalizzare i territori con maggiore densità di alunni con disabilità.
In sintesi, i prossimi passi fondamentali per gli operatori scolastici riguardano:
- L'attesa della registrazione contabile presso il Ministero dell'Economia e delle Finanze (MEF).
- L'apertura del tavolo di contrattazione integrativa per definire l'utilizzo dei 2 milioni di euro.
- La pubblicazione delle tabelle di ripartizione territoriale definitive dopo gli approfondimenti tecnici.
Al momento, non è possibile confermare se verranno previste deroghe specifiche per le aree con maggiore criticità, poiché tali motivazioni territoriali non sono ancora state rese pubbliche dal Ministero.
FAQs
Taglio organico Sostegno nel GIT: il Ministero riduce docenti esperti per le disabilità
La riduzione da 405 a 373 unità deriva da un cambio nei criteri di calcolo che privilegia il numero di plessi scolastici rispetto alla domanda reale di supporto. Questa scelta ministeriale si inserisce nel quadro del dimensionamento della rete scolastica, che ha visto una diminuzione delle istituzioni sul territorio.
Il taglio potrebbe tradursi in una minore capacità di monitoraggio della congruità delle richieste di sostegno e in un supporto strategico meno capillare per gli istituti. Esiste il rischio concreto di un arretramento qualitativo dell'inclusione, poiché le risorse umane diminuiscono mentre il numero di alunni con disabilità continua a crescere.
Il testo deve essere trasmesso al Ministero dell'Economia e delle Finanze (MEF) per la registrazione contabile e la successiva contrattazione sui fondi. Successivamente, verranno definiti i tavoli di contrattazione integrativa per l'utilizzo dei 2 milioni di euro stanziati per le retribuzioni dei docenti.
Le organizzazioni sindacali denunciano la mancanza di coordinamento, l'irregolarità dell'iter di approvazione e la mancanza di trasparenza sulle proiezioni triennali. Richiedono inoltre una revisione dei parametri di assegnazione per dare maggior peso alla numerosità degli studenti con disabilità rispetto alla sola configurazione della rete.