Il sistema scolastico italiano si trova ad affrontare una fase critica per quanto riguarda la gestione del Fondo per il Miglioramento dell'Offerta Formativa (FMOF), pilastro fondamentale per il finanziamento delle attività didattiche e delle retribuzioni del personale. Durante l'ultimo incontro sindacale presso il Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM), la delegazione Anief ha espresso una forte contestazione riguardo alla insufficienza delle risorse stanziate per l'anno scolastico 2026/2027, evidenziando come il monte economico non sia in grado di coprire i reali fabbisogni delle istituzioni scolastiche.
La situazione è aggravata da una cronologia di ritardi burocratici che ha trasformato la certificazione dei contratti in un percorso tortuoso. Il personale scolastico, dai docenti al personale ATA, si trova a dover gestire la transizione verso il nuovo anno scolastico in un clima di incertezza, con le segreterie scolastiche costrette a operare in condizioni di emergenza durante il mese di agosto. Questa mancanza di tempestività non è solo un problema amministrativo, ma si traduce in un disagio operativo concreto per i dirigenti e per i funzionari EQ che devono pianificare le attività e le liquidazioni senza conoscere i capitoli gestionali definitivi.
Il cuore del problema risiede nel drastico calo della dotazione complessiva del fondo, che per il triennio in oggetto si attesta sugli 847,36 milioni di euro lordo Stato. Questo dato rappresenta una riduzione del 25% rispetto ai 1,15 miliardi di euro stanziati nel 2022, una contrazione che i sindacati definiscono come un ostacolo alla piena attuazione delle legittime aspettative del personale. La mancanza di nuovi stanziamenti e la richiesta di un uso più efficace delle risorse esistenti sono diventate le priorità assolute della contrattazione d'istituto.
L'inefficienza burocratica e il peso sulle segreterie scolastiche
L'iter di approvazione del contratto FMOF ha mostrato diverse criticità strutturali, con la Ragioneria Generale dello Stato che ha fornito la nota di compatibilità economico-finanziaria solo a ridosso della sottoscrizione definitiva. Tra le modifiche introdotte per sanare le incongruenze normative figurano la sostituzione del provvedimento di costituzione del Fondo con il DDG n. 81 del 17 febbraio 2026 e il ricalcolo dell'incremento dell'indennità di direzione del DSGA, fissato a 6.726.215,99 euro e imputato esclusivamente al capitolo 1282.
Il ritardo di 10 mesi tra la firma dell'ipotesi di contratto (ottobre 2025) e la sottoscrizione definitiva (agosto 2026) è stato citato come un esempio emblematico di inefficienza ministeriale. Tale dilazione impedisce alle scuole di predisporre gli elenchi degli incarichi in anticipo, costringendo i dirigenti scolastici a gestire le liquidazioni in tempi compressi. Inoltre, la richiesta di integrazione del dettaglio sulle 7.565 istituzioni scolastiche interessate dal riparto aggiunge ulteriore complessità alla gestione dei fondi da parte degli uffici scolastici.
Controversie sulla cumulabilità e le posizioni economiche ATA
Un punto di forte tensione riguarda la gestione degli incarichi specifici e la loro compatibilità con le posizioni economiche del personale ATA. La delegazione Anief ha formalizzato una ferma contestazione contro l'orientamento restrittivo espresso dalla DGERS tramite l'Help Desk amministrativo-contabile, il quale sembra voler limitare il conferimento degli incarichi al personale titolare di posizione economica. Secondo la visione sindacale, l'Amministrazione non può sovvertire la disciplina contrattuale con indicazioni gestionali unilaterali.
In questo contesto, la Sentenza della Corte di Cassazione, Sezione Lavoro, n. 15198 del 30 maggio 2024, assume un ruolo fondamentale, poiché conferma la cumulabilità della posizione economica con il compenso per lo svolgimento di mansioni superiori per gli assistenti amministrativi che coprono le funzioni da DSGA. La contrattazione d'istituto deve quindi garantire che la scelta sulla riassorbibilità delle competenze rimanga una prerogativa negoziale e non un vincolo burocratico arbitrario.
Cosa cambia concretamente per il personale e le scuole
Per il personale ATA e i DSGA, la battaglia si concentra sul riconoscimento della piena compatibilità tra posizioni economiche e incarichi specifici, senza che questi siano subordinati alla successiva spendita di competenze. Per i DSGA, la priorità è l'incremento della quota variabile dell'indennità di direzione e l'utilizzo delle economie derivanti dal dimensionamento scolastico.
Per le istituzioni scolastiche, la situazione attuale implica una maggiore difficoltà nella gestione delle risorse per la continuità didattica e per le ore eccedenti. Le segreterie potrebbero dover affrontare un allungamento dei tempi per l'assegnazione delle risorse sul POS a causa dei continui rilievi tecnici della Ragioneria Generale dello Stato, rendendo necessaria una pianificazione più cautelativa per evitare blocchi amministrativi durante l'anno scolastico.
| Aspetto | Dettaglio |
|---|---|
| Dotazione FMOF 2026/2027 | 847,36 milioni di euro (lordo Stato) |
| Variazione rispetto al 2022 | Calo del 25% (da 1,15 miliardi) |
| Ricalcolo Indennità DSGA | 6.726.215,99 euro (Capitolo 1282) |
| Ritardo Sottoscrizione | 10 mesi rispetto all'ipotesi iniziale |
| Istituzioni interessate | 7.565 scuole |
Prossimi passi e incertezze normative
Il prossimo incontro sindacale sarà dedicato alla definizione della bozza del testo contrattuale 2026/2027. Tuttavia, permangono diverse zone d'ombra: non è ancora certo se il Governo accetterà di destinare i risparmi del dimensionamento scolastico alla contrattazione d'istituto, un punto cruciale per il miglioramento delle condizioni lavorative. Inoltre, mancano ancora le indicazioni operative definitive sulle modalità di liquidazione delle ore eccedenti, elemento necessario per garantire la trasparenza e la correttezza dei pagamenti verso il personale docente e ATA.
In sintesi, la scuola si trova in una fase di attesa per la validazione definitiva del contratto MOF, necessaria per evitare ulteriori ritardi nel Piano Operativo di Scuola (POS) e per fornire alle segreterie la certezza sui capitoli gestionali da utilizzare nel corso dell'anno scolastico.
FAQs
FMOF 2026/2027: il nodo delle risorse insufficienti e i ritardi burocratici che penalizzano la scuola
La dotazione complessiva del fondo è stata fissata a 847,36 milioni di euro lordo Stato, segnando un calo del 25% rispetto ai 1,15 miliardi del 2022. I sindacati, tra cui Anief e Uil Scuola, denunciano l'insufficienza di tali risorse rispetto ai reali fabbisogni della scuola e chiedono nuovi stanziamenti per docenti, ATA e funzionari.
Si segnalano gravi ritardi nella certificazione dei contratti da parte del MEF e della Ragioneria Generale dello Stato, con un ritardo di 10 mesi tra l'ipotesi di contratto e la sottoscrizione definitiva del 2025/2026. Tali inefficienze causano disagi alle segreterie scolastiche, costrette a gestire le liquidazioni in tempi compressi e con incertezza normativa.
Per il personale ATA si richiede il riconoscimento della piena compatibilità tra posizioni economiche e incarichi specifici, senza subordinazioni alla successiva spendita di competenze. Per i DSGA, la priorità è l'incremento della quota variabile dell'indennità di direzione e l'utilizzo delle economie derivanti dal dimensionamento scolastico.
Il prossimo passo prevede l'incontro sindacale per la definizione della bozza del testo contrattuale 2026/2027. È fondamentale ottenere la validazione definitiva del contratto per evitare ulteriori ritardi nell'assegnazione delle risorse sul Piano dell'Offerta Formativa (POS).