Cinque stelle gialle disposte in fila su sfondo diviso arancione e azzurro, simbolo di valutazione e punteggio

Graduatorie ATA e congedo biennale Legge 104: il nodo del punteggio e i requisiti di servizio

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Indice Contenuti

Il personale ATA che usufruisce del congedo straordinario biennale per l'assistenza a familiari con disabilità grave si trova oggi ad affrontare un ostacolo normativo significativo nel percorso di carriera e di accesso ai ruoli. Nonostante il periodo di assenza sia retribuito e coperto da contribuzione figurativa, la normativa vigente non permette di computarlo ai fini del requisito dei 24 mesi di servizio né per l'attribuzione del punteggio nelle graduatorie provinciali.

Questa situazione crea una disparità di trattamento per i lavoratori che devono conciliare gli impegni di cura con la progressione professionale nella scuola. Mentre il congedo è riconosciuto come diritto fondamentale, la sua natura di assenza dal servizio impedisce, secondo l'attuale interpretazione ministeriale, di considerarlo come attività lavorativa effettivamente svolta. Di conseguenza, il lavoratore che fruisce di tale beneficio vede il proprio curriculum interrompersi, generando un "buco" che penalizza la posizione nelle graduatorie di mobilità e di nomina.

Il conflitto normativo tra tassatività e interpretazione del "servizio"

La questione ruota attorno a una divergenza interpretativa tra due visioni giuridiche opposte. Da un lato, la tesi favorevole alla computabilità si basa sul Decreto Legislativo 151/2001 (Art. 42, comma 5-quinquies). Secondo questa lettura, poiché la legge elenca in modo tassativo le esclusioni del congedo (ferie, tredicesima e TFR) senza menzionare esplicitamente l'anzianità di servizio o le graduatorie, il periodo dovrebbe essere equiparato all'anzianità per ogni altro fine non espressamente vietato.

I sostenitori di questa tesi evidenziano che i bandi annuali per l’aggiornamento delle graduatorie provinciali ATA, adottati in attuazione dell’articolo 554 del decreto legislativo 16 aprile 1994, n. 297, prevedono costantemente la validità di tutti i periodi di effettivo servizio nonché i periodi di assenza da considerare, a tutti i fini, come anzianità di servizio ai sensi delle vigenti disposizioni di legge o del vigente CCNL del Comparto Istruzione e Ricerca. Poiché la legge non esclude il congedo biennale da tale computo, la clausola dei bandi lo includerebbe.

Dall'altro lato, e attualmente prevalente, si attiene la tesi restrittiva sostenuta dal Dipartimento della Funzione Pubblica e dai ministeri. Questa visione identifica il congedo come un'assenza che non costituisce prestazione lavorativa. In linea con questa interpretazione, la Nota del 15 gennaio 2013 ha sancito che il congedo è utile esclusivamente per il trattamento pensionistico, escludendolo dal computo dell'anzianità di servizio in senso stretto. Tale orientamento è stato confermato anche da diverse autorità territoriali, come l'Ufficio Scolastico Regionale del Veneto.

Cronologia e basi normative del divieto di computo

Per comprendere appieno il quadro attuale, è necessario analizzare i pilastri normativi che hanno definito l'attuale regime di esclusione per il personale ATA:

  • Legge 53/2000 (Art. 4, comma 2): Stabilisce il principio generale di esclusione del congedo dal computo dell'anzianità di servizio.
  • D.Lgs 151/2001 (Art. 42, comma 5-quinquies): Istituisce il congedo straordinario biennale ma ne delimita gli effetti economici e previdenziali.
  • Ordinanza Ministeriale 21/2009: Regola l'accesso ai ruoli ATA definendo il punteggio sulla base del servizio effettivo, favorendo la tesi restrittiva.
  • Nota Dipartimento Funzione Pubblica (15/01/2013): Documento chiave che ha cristallizzato l'orientamento di non computare il congedo per l'anzianità di servizio.

È importante sottolineare che tale restrizione non riguarda la disciplina della mobilità (come nel caso del CCNI 2025-2028), dove il congedo può essere riconosciuto per l'avvicinamento al familiare disabile, ma si applica rigorosamente alle procedure concorsuali e di graduatoria.

La posizione del Governo e le prospettive di modifica

Recentemente, il tema è tornato al centro del dibattito politico. Durante un intervento davanti alla Commissione Cultura della Camera, la sottosegretaria Paola Frassinetti ha chiarito la posizione del Governo: il congedo non è attualmente valutabile e ogni modifica strutturale alla normativa richiederebbe un intervento legislativo ad hoc. Questo significa che, allo stato attuale, non sono previste modifiche immediate o circolari ministeriali che possano sanare la disparità.

La mancanza di uniformità nella prassi amministrativa rimane un punto critico. Sebbene la linea ministeriale sia chiara, studi legali specializzati sottolineano come l'applicazione possa variare tra i diversi Uffici Scolastici territoriali, creando incertezze per i lavoratori che si trovano a dover gestire procedure diverse a seconda della provincia di appartenenza.

Elemento di AnalisiDettaglio Normativo / Situazione Attuale
Requisito 24 mesiIl congedo biennale NON contribuisce al raggiungimento del requisito minimo per l'accesso ai ruoli.
Punteggio GraduatorieIl periodo non genera punteggio per il servizio effettivo nelle graduatorie provinciali ATA.
Trattamento EconomicoIl congedo è retribuito e coperto da contribuzione figurativa (non influisce sulla pensione).
Possibilità di ModificaNecessaria una nuova legge ordinaria; non sono previste modifiche immediate tramite circolari.
Cosa cambia concretamente per il personale ATA

Per il lavoratore ATA, la conseguenza pratica è la creazione di un intervallo non computabile nel proprio percorso lavorativo. Chi fruisce del congedo per assistenza a familiare disabile deve tenere conto che:

  • Il tempo di assenza non viene conteggiato per il raggiungimento della soglia dei 24 mesi necessari per accedere a determinati ruoli.
  • Nelle graduatorie provinciali, il lavoratore si troverà in una posizione di svantaggio rispetto a chi ha prestato servizio continuativo nello stesso arco temporale.
  • Non esiste attualmente una procedura semplificata per "recuperare" il punteggio perso durante il periodo di congedo.
  • La situazione rimane invariata fino a quando il Parlamento non approverà una modifica specifica alla normativa vigente.

In sintesi, la scadenza per la risoluzione del problema è legata esclusivamente all'iter legislativo, poiché la prassi amministrativa attuale è blindata dalle circolari del Dipartimento della Funzione Pubblica.

Per chi deve pianificare la propria carriera o la domanda di accesso ai ruoli, è fondamentale monitorare gli atti della Commissione Cultura e le eventuali proposte di legge che mirano a eliminare questa disparità di trattamento, che attualmente penalizza chi svolge un dovere di cura verso familiari con disabilità grave.

FAQs
Graduatorie ATA e congedo biennale Legge 104: il nodo del punteggio e i requisiti di servizio

Il congedo biennale Legge 104 può essere conteggiato per i 24 mesi di servizio ATA?+

Attualmente no, il congedo straordinario biennale per assistenza a familiare con disabilità grave non è computabile ai fini del requisito dei 24 mesi di servizio necessari per l'accesso ai ruoli. La normativa vigente considera tale periodo come un'assenza dal servizio e non come attività lavorativa effettivamente svolta.

Il periodo di congedo Legge 104 genera punteggio nelle graduatorie provinciali?+

Il periodo di congedo non genera punteggio nelle graduatorie ATA poiché non viene riconosciuto come anzianità di servizio ai fini della valutazione. Questa posizione è stata confermata da diverse note del Dipartimento della Funzione Pubblica e dalle indicazioni operative dei ministeri.

Esistono differenze tra il riconoscimento del congedo per la mobilità e per le graduatorie?+

Sì, esistono ambiti giuridici differenti: mentre per la mobilità il congedo può essere riconosciuto per l'avvicinamento al familiare disabile, per le procedure concorsuali e le graduatorie la tesi restrittiva prevale. Questo crea una disparità di trattamento tra i diversi diritti del lavoratore.

Cosa deve fare il personale ATA per ottenere il riconoscimento del congedo nelle graduatorie?+

Al momento non sono previste modifiche immediate poiché la posizione del Governo richiede un intervento legislativo ad hoc. Per sanare la disparità di trattamento, è necessaria una nuova legge che modifichi esplicitamente la normativa vigente.

Redazione Orizzonte Insegnanti
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