Il sistema scolastico italiano all'estero ha raggiunto un importante traguardo normativo con la sottoscrizione dell'ipotesi di CCNI MOF 2026/2027, un accordo fondamentale per la gestione delle risorse destinate al miglioramento dell'offerta formativa. Durante il terzo incontro di trattativa tenutosi il 23 ottobre 2026, le Organizzazioni Sindacali hanno trovato un punto di incontro con l'Amministrazione, rappresentata dal MAECI e dal MIM, per definire le modalità di utilizzo dei fondi destinati alle istituzioni scolastiche internazionali. L'accordo sancisce un compromesso strategico tra la necessità di garantire risorse effettive alle sedi operative e la volontà di evitare lo spreco di fondi in contesti dove, a causa di vincoli burocratici o mancanza di organico, il personale non può essere effettivamente impiegato.
Il cuore della trattativa ha riguardato la gestione delle risorse per le sedi nel Regno Unito, in particolare quelle di Londra ed Edimburgo, che hanno rappresentato un nodo critico a causa delle complessità derivanti dalla Brexit. La nuova intesa introduce una clausola specifica che permette il parziale recupero delle risorse stanziate per queste sedi qualora il contingente previsto non venga coperto da personale in servizio. Questa decisione risponde a una delle principali istanze sindacali, volte a evitare che fondi destinati alla didattica restino inutilizzati, permettendo invece una redistribuzione verso realtà che versano in situazioni di maggiore difficoltà o che presentano progetti in fase di approvazione.
L'accordo conferma una dotazione complessiva di 964.841 euro lordo Stato, una cifra che dovrà essere gestita con criteri di maggiore trasparenza e flessibilità rispetto agli anni precedenti. Sebbene la proposta sindacale iniziale mirasse a una distribuzione immediata e totale delle risorse non utilizzabili, l'attuale sottoscrizione rappresenta un passo intermedio che garantisce la possibilità di recupero dei fondi britannici, pur mantenendo il criterio di base legato al contingente assegnato alle sedi. Il documento, che attende ora la definitiva approvazione da parte dell'Ufficio Centrale di Bilancio, delinea la mappa delle risorse per le 29 sedi estere in cui è presente un Collegio Docenti, cercando di bilanciare l'autonomia delle singole istituzioni con il monitoraggio ministeriale.
Cosa dice CCNI MOF 2026/2027 in sintesi
L'ipotesi di CCNI MOF 2026/2027, definita nel corso degli incontri tra le parti sociali e il Ministero, stabilisce le linee guida per l'utilizzo dei fondi destinati ai progetti di miglioramento dell'offerta formativa nelle scuole italiane all'estero. Il testo prevede una ripartizione delle risorse basata sul contingente assegnato alle sedi e sulla presenza del collegio dei docenti, ma introduce elementi di flessibilità per gestire le criticità emerse negli ultimi bienni. In particolare, l'accordo permette di recuperare le somme destinate alle sedi di Londra ed Edimburgo nel caso in cui l'organico previsto non sia in grado di prendere servizio, una misura necessaria per contrastare la dispersione di risorse causata dai problemi dei visti di lavoro in Gran Bretagna.
Il documento specifica inoltre la destinazione delle quote finanziarie: una parte è riservata alle 60 funzioni strumentali, mentre la quota principale è destinata alla retribuzione dei lavoratori impegnati nelle attività funzionali al miglioramento della didattica. L'accordo mira a rendere più utilizzabili le risorse, consentendo, ad esempio, la possibilità di avere più referenti per lo stesso progetto e garantendo la remunerazione della formazione eccedente le ore funzionali. È previsto anche un meccanismo di confronto con le organizzazioni sindacali in caso di dubbi interpretativi, assicurando una maggiore trasparenza amministrativa e una tutela dei diritti dei lavoratori coinvolti nei progetti.
Per approfondire i dettagli tecnici e la distribuzione specifica nelle diverse sedi, è possibile consultare il testo ufficiale presso il portale del Ministero dell'Istruzione e del Merito: il documento relativo alle utilizzazioni e assegnazioni provvisorie del personale scolastico estero.
Contesto e precedenti
La trattativa attuale si inserisce in un percorso di evoluzione normativa iniziato con il CCNI 2025/2026, che aveva già introdotto miglioramenti significativi come la remunerazione della formazione e la possibilità di più coordinatori per progetto. Tuttavia, quegli accordi non avevano risolto completamente il problema delle attività funzionali alla didattica che non venivano remunerate in modo pieno. Il precedente utile per comprendere la logica attuale risiede nel modello del 2022/23, dove i progetti erano rigorosamente ancorati alle delibere dei collegi e alle ore aggiuntive, evidenziando la tensione costante tra l'autonomia delle sedi e il controllo ministeriale.
Un punto di svolta fondamentale è stato il riconoscimento del problema delle risorse non spese nel Regno Unito. A causa della Brexit e delle restrizioni sui visti, molte sedi britanniche si sono trovate con quote finanziarie (oltre 33.000 euro per alcune circoscrizioni) e funzioni strumentali assegnate ma non attivabili. Le organizzazioni sindacali, tra cui la FLC CGIL e la UIL Scuola Estero, hanno da tempo sollevato la questione della dispersione di risorse, proponendo un "Addendum" per la redistribuzione delle somme non utilizzabili. Questo sforzo è stato supportato dal dato che, nel triennio precedente, le economie non spese erano scese dal 35% al 20%, confermando che una disciplina più flessibile favorisce l'utilizzo effettivo del fondo.
Inoltre, il contesto è influenzato dal recente rientro del Regno Unito nel programma Erasmus+ dal 2027, un accordo storico che mira a ripristinare la mobilità bidirezionale. Sebbene questo non influenzi direttamente la gestione immediata del MOF 2026/2027, segna un cambiamento nel clima diplomatico e culturale che potrebbe facilitare la gestione dei flussi di personale e studenti in futuro. Parallelamente, la contrattazione nazionale 2025/2027 sta affrontando temi trasversali come il riconoscimento del burnout, la parità retributiva tra precari e di ruolo e la gestione dei buoni pasto, che influenzano indirettamente il clima e le priorità delle sedi estere.
Cosa cambia per docenti, ATA e scuole
L'accordo sul CCNI MOF 2026/2027 introduce cambiamenti operativi significativi che impatteranno direttamente la gestione quotidiana delle scuole italiane all'estero. Per i 408 lavoratori coinvolti (399 docenti e 9 assistenti amministrativi), il finanziamento di 849.381 euro non si traduce in un aumento lineare dello stipendio, ma in una copertura economica per le attività specifiche di miglioramento dell'offerta formativa. I lavoratori dovranno operare all'interno di progetti deliberati dagli organi collegiali, assicurandosi che le ore siano effettivamente aggiuntive al servizio ordinario, salvo le eccezioni previste dai progetti stessi.
Per i dirigenti scolastici e le segreterie, la novità principale risiede nella gestione delle risorse britanniche. In caso di mancato impiego del personale a Londra o Edimburgo, le sedi potranno avviare le procedure per il recupero dei fondi, che dovranno essere poi redistribuite secondo i criteri di necessità e progettualità. Questo richiede un monitoraggio più attento da parte delle amministrazioni per identificare tempestivamente le quote non utilizzabili e coordinare con il Ministero la loro riassegnazione. Le scuole che versano in situazioni di difficoltà, come Istanbul, potranno beneficiare di queste risorse aggiuntive per rafforzare i propri progetti didattici.
Le scuole con Collegio Docenti dovranno inoltre prestare maggiore attenzione alla rendicontazione storica e alla capacità di spesa. Sebbene il criterio di riparto rimanga legato al contingente, la pressione sindacale per un coefficiente misto suggerisce che le sedi con maggiore capacità progettuale e storici di utilizzo favorevoli potrebbero avere maggiori opportunità di accesso ai fondi. Per il personale ATA, l'accordo mira a garantire una maggiore parità di trattamento e a includere le prestazioni aggiuntive all'orario di servizio, cercando di eliminare le disparità che hanno caratterizzato le precedenti assegnazioni.
In sintesi, i passaggi operativi immediati per le scuole includono:
- Verifica del contingente ufficiale del personale scolastico estero 2026/27 (D.I. n. 143 del 3 agosto 2026).
- Analisi delle quote MOF assegnate alle 29 sedi con Collegio Docenti.
- Identificazione delle funzioni strumentali non attivate e delle risorse britanniche non utilizzabili.
- Pianificazione dei progetti di miglioramento dell'offerta formativa in linea con le nuove clausole di flessibilità.
Le posizioni
Le diverse organizzazioni sindacali hanno espresso posizioni sfaccettate sull'accordo, evidenziando sia i successi che le criticità residue. La FLC CGIL ha sottolineato che l'approvazione del recupero delle risorse britanniche è un passo positivo, ma ha ribadito la necessità di un coefficiente che consideri lo storico di utilizzo del MOF. La loro priorità resta la redistribuzione immediata delle somme per supportare le sedi in difficoltà e la richiesta di riconoscere formalmente il coordinamento di classi e plessi come attività retribuibile, evitando che l'amministrazione invada le competenze dei collegi.
La UIL Scuola Estero ha espresso una posizione simile, chiedendo quote assegnate su criteri oggettivi e documentati. Pur condividendo i miglioramenti del CCNI 2026/27, la UIL ha segnalato che rimangono irrisolte le discrasie rispetto al contingente realmente in servizio e la disparità di trattamento del personale ATA. La loro proposta di un "Addendum" specifico per le somme britanniche è vista come uno strumento fondamentale per evitare la dispersione di risorse, pur temendo che un monitoraggio ministeriale troppo tardivo possa rendere difficile per le sedi riceventi la riapprovazione dei progetti.
Altre sigle, come la Federazione Gilda-Unams, hanno sollevato criticità specifiche riguardanti le funzioni strumentali nelle sedi con meno di quattro docenti, dove la mancanza di un collegio rende difficile l'attribuzione delle stesse. Anche l'ANIEF ha espresso preoccupazione per il rischio che la complessità burocratica del recupero dei fondi possa rallentare la capacità delle scuole di spendere effettivamente le risorse entro i tempi previsti, chiedendo una maggiore semplificazione e il riconoscimento degli incarichi di referenza.
| Voce di Bilancio / Dato | Dettaglio Finanziario 2026/27 |
|---|---|
| Dotazione Complessiva MOF | 964.841 € (Lordo Stato) |
| Funzioni Strumentali | 115.459 € per 60 funzioni |
| Lavoratori Coinvolti | 849.381 € per 408 lavoratori (399 docenti, 9 ATA) |
| Quota Londra/Edimburgo | Oltre 33.000 € (non utilizzabili per mancanza organico) |
FAQs
Personale scolastico all'estero, sottoscritto CCNI MOF
L'impostazione di riparto è collegata al contingente assegnato alle sedi e alla presenza del collegio dei docenti. Tuttavia, la FLC CGIL ha richiesto l'inserimento di un coefficiente che tenga conto dello storico di utilizzo del MOF, a causa della disomogeneità nelle capacità di spesa e nelle progettualità.
I finanziamenti stanziati per le sedi di Londra ed Edimburgo sono considerati recuperabili qualora il contingente non venga coperto da personale in servizio. L'accordo prevede quindi un parziale recupero delle risorse in caso di mancato utilizzo per mancanza di personale.
Il dossier non specifica le modalità pratiche di redistribuzione delle funzioni strumentali non attivate. Tale dettaglio è attualmente indicato come uno dei punti mancanti nel gap informativo dell'accordo.
Le criticità includono la piena esigibilità dell'informativa e della contrattazione all'estero, la possibilità di lasciare la sede consolare senza consumare ferie in assenza di lezioni, il riconoscimento delle attività funzionali e la mobilità tra le sedi estere. Verranno inoltre affrontati il diritto alla formazione senza penalizzazioni, la semplificazione amministrativa e la tutela sindacale.
Questa somma è destinata a retribuire 399 docenti e 9 assistenti amministrativi impegnati in progetti e attività funzionali. L'obiettivo principale è il miglioramento dell'offerta formativa all'interno delle istituzioni scolastiche italiane all'estero.