La riapertura del presidio scolastico di Ginostra, borgo dell'isola di Stromboli, dopo oltre vent'anni di chiusura, ha messo in luce una delle sfide più complesse e delicate del sistema educativo italiano: la gestione della didattica nelle piccole isole. Il caso, che vede la ripresa delle lezioni il 10 settembre 2026 con una sola alunna, è diventato il simbolo di una battaglia per il diritto all'istruzione che non può essere subordinato esclusivamente a parametri di efficienza economica o criteri numerici rigidi.
Il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani (CNDDU), attraverso le dichiarazioni del suo presidente Romano Pesavento, ha sollevato una questione strutturale di fondamentale importanza per il futuro della scuola italiana. Secondo il coordinamento, l'attuale sistema basato su deroghe annuali e provvedimenti emergenziali non è più sufficiente a garantire la continuità didattica e la sostenibilità del personale. È necessario, invece, un piano normativo nazionale stabile che riconosca le specificità dei territori isolati come presidi essenziali contro lo spopolamento e la marginalizzazione sociale.
Dalla deroga alla norma: la cronologia della riapertura di Ginostra
Il percorso per riportare la scuola a Ginostra è stato un esempio di interazione istituzionale e attivismo locale. Tutto è partito dall'impegno delle famiglie, in particolare di Raffa Bazine e Monica Abbate, che hanno promosso l'apertura della succursale per evitare il trasferimento forzato della figlia verso la terraferma. La loro scelta di restare nel borgo, descritto come un "condominio diffuso", ha spinto la Giunta municipale di Lipari ad agire con responsabilità educativa e tutela del diritto allo studio.
L'iter amministrativo ha visto tappe decisive nei primi mesi del 2026: l'8 gennaio la giunta di Lipari ha richiesto formalmente all'Ufficio Scolastico Regionale per la Sicilia l'attivazione della sezione primaria. Il via libera è arrivato il 19 gennaio, permettendo la definizione delle condizioni logistiche. Un elemento chiave è stato l'accordo tra il Comune di Lipari e l'Arcidiocesi di Messina, Lipari e Santa Lucia del Mela, che ha garantito il comodato d'uso gratuito senza limiti di durata di un immobile della parrocchia di San Vincenzo Ferreri, recentemente ristrutturato per ospitare le attività didattiche.
Questo successo non è isolato, come dimostra anche il caso di Filicudi, dove l'autorizzazione per il Corso di Preparazione Esami (Cpe) per una studentessa è stata ottenuta grazie a un'interazione diretta con la Presidenza del Consiglio. Entrambi i casi evidenziano come, in assenza di una normativa organica, la scuola nelle isole dipenda da sforzi straordinari e dalla volontà politica dei singoli attori locali, creando un sistema di precarietà amministrativa che il CNDDU intende superare.
Il quadro normativo e le criticità del dimensionamento regionale
La gestione della rete scolastica siciliana per l'anno scolastico 2026/2027 si fonda sul D.A. n. 2781 della Regione Siciliana, pubblicato il 27 novembre 2025. Questo atto definisce il piano di dimensionamento e razionalizzazione, ma la sua applicazione pratica nelle isole minori rimane spesso ostacolata dai criteri di rapporto docente/alunno. Il CNDDU sottolinea che la scuola non deve diventare un servizio emergenziale, ma un presidio stabile dello Stato.
Il problema principale risiede nella mancanza di una disciplina organica che congiughi la sostenibilità economica con la continuità didattica. Attualmente, la gestione delle pluriclassi e delle sostituzioni è spesso appesa a provvedimenti regionali specifici. Il coordinamento chiede che la gestione delle classi con un unico alunno, o in contesti di isolamento geografico, diventi uno standard strutturale e non un'eccezione da giustificare ogni anno. Questo permetterebbe di evitare che il collegamento a distanza diventi l'unica modalità ordinaria per coprire le assenze di insegnanti, garantendo invece una presenza fisica costante.
Per comprendere meglio il contesto normativo di riferimento per la Sicilia, si può consultare il decreto regionale sul dimensionamento della rete scolastica 2026/2027, che delinea i criteri di razionalizzazione della rete.
Cosa cambia concretamente per docenti, famiglie e territorio
L'obiettivo del piano proposto dal CNDDU e le azioni intraprese a Ginostra portano a cambiamenti operativi immediati e di lungo periodo:
- Per le famiglie: Si garantisce il diritto di mantenere i figli nel proprio contesto di vita, contrastando la mobilità forzata e lo spopolamento dei borghi isolati. La scuola diventa il perno della vita comunitaria.
- Per il territorio: La scuola si riafferma come strumento di coesione sociale e presidio dello Stato, garantendo servizi essenziali anche in presenza di un unico alunno, come nel caso di Aisha a Ginostra.
- Per la didattica: Il modello richiesto mira a stabilizzare le sostituzioni e la gestione delle pluriclassi, eliminando l'incertezza amministrativa che deriva dalle deroghe annuali e garantendo una continuità pedagogica reale.
- Per le segreterie e i dirigenti: Una normativa nazionale stabile ridurrebbe la necessità di negoziazioni locali costose e complesse per ogni singolo plesso, semplificando l'iter di riconoscimento dei diritti scolastici.
| Aspetto | Dettaglio |
|---|---|
| Caso Ginostra | Riapertura primaria dopo 20 anni; sede in immobile parrocchiale (comodato gratuito). |
| Data di riapertura | 10 settembre 2026 |
| Richiesta CNDDU | Piano normativo nazionale stabile; fine delle deroghe annuali; continuità del personale. |
| Obiettivo Sociale | Contrasto allo spopolamento e tutela del diritto fondamentale all'istruzione. |
Al momento, non è ancora stato definito il piano nazionale permanente richiesto dal CNDDU; la gestione attuale rimane legata a provvedimenti regionali e accordi locali specifici. Tuttavia, il caso di Ginostra dimostra che, con la giusta volontà politica e la collaborazione tra enti (Comune, Arcidiocesi, Regione), è possibile trasformare il diritto all'istruzione da aspirazione teorica a realtà operativa, anche nei luoghi più remoti d'Italia.
Prossimi passi e monitoraggio
L'anno scolastico 2026/2027 rappresenta il primo ciclo operativo del nuovo piano di dimensionamento regionale. Il prossimo passo fondamentale sarà la definizione di una disciplina organica nazionale che congiughi la sostenibilità economica con la tutela delle specificità territoriali, garantendo che la scuola nelle isole non sia più un'eccezione, ma una priorità strutturale del sistema educativo.
FAQs
Scuola nelle piccole isole: il CNDDU chiede un piano nazionale stabile dopo i casi di Ginostra e Filicudi
La riapertura è stata ottenuta applicando il principio del diritto all'istruzione come diritto fondamentale, non subordinato ai parametri economici di convenienza. Grazie all'intervento della Giunta di Lipari e alla collaborazione con le autorità scolastiche, il presidio è stato riattivato per evitare il trasferimento forzato degli studenti verso la terraferma.
Il coordinamento denuncia l'insufficienza delle attuali deroghe annuali, che creano incertezza amministrativa e didattica per le famiglie e il personale. Viene richiesto un piano normativo nazionale stabile che garantisca la continuità del personale e la gestione strutturale delle pluriclassi, evitando che la scuola diventi un servizio emergenziale.
L'attivazione è stata resa possibile dal D.A. n. 2781 della Regione Siciliana del 27 novembre 2025, che approva il piano di dimensionamento della rete scolastica per l'anno 2026/2027. A questo si è aggiunto un accordo di comodato d'uso gratuito tra il Comune di Lipari e l'Arcidiocesi di Messina per la messa a disposizione degli immobili.
Le famiglie possono mantenere i figli nel proprio contesto di vita, contrastando lo spopolamento dei borghi isolati e la mobilità forzata. Per il territorio, la scuola si riafferma come presidio dello Stato e strumento di coesione sociale, garantendo servizi essenziali anche in presenza di un unico alunno.