L'Istituto Nazionale della Previdenza Sociale ha ufficializzato le linee guida per l'erogazione del Nuovo bonus mamme per l’anno 2026, definendo i criteri tecnici e le modalità operative per la presentazione delle domande. La misura, che si inserisce in un percorso di continuità normativa avviato nel 2025, prevede un'integrazione al reddito destinata alle lavoratrici madri che soddisfano specifici requisiti legati al numero di figli e all'età del più piccolo. Secondo quanto riportato nella Circolare n. 106 del 16 ottobre 2026, il beneficio è strutturato per supportare la genitorialità attraverso un sostegno economico diretto, con un incremento significativo rispetto alle precedenti edizioni.
Per il personale scolastico, il Ministero dell'Istruzione e del Merito ha confermato che la procedura di accesso avverrà tramite il sistema SIDI, strumento digitale volto a semplificare i flussi amministrativi tra le scuole e gli enti previdenziali. Sebbene la data esatta di apertura del servizio non sia ancora stata fissata con precisione, il Ministero ha assicurato la sua imminente riattivazione. La domanda dovrà essere inoltrata entro il 31 dicembre 2026, con una deroga specifica per i casi in cui il requisito di maternità si perfezioni nell'ultimo mese dell'anno solare, permettendo la presentazione fino al 31 gennaio 2027.
Cosa dice la Legge 199/2025 (art. 1, comma 207) in sintesi
La normativa di riferimento, contenuta nella Legge 199/2025, stabilisce il quadro economico e normativo per il riconoscimento del contributo in favore delle lavoratrici madri per l'annualità 2026. L'atto specifica che il beneficio non è una prestazione universale, ma una misura mirata che si attiva in base alla composizione del nucleo familiare e alla tipologia di rapporto di lavoro.
In particolare, la legge definisce il coordinamento con altre misure di sostegno, come l'esonero contributivo previsto per le madri con almeno tre figli. È fondamentale notare che la norma stabilisce la non rilevanza dell'importo erogato ai fini dell'ISEE, garantendo così che il beneficio non influenzi la graduazione economica della famiglia per l'accesso ad altri servizi pubblici. La misura si inserisce in un contesto di bilancio dello Stato che prevede una gestione degli oneri tramite trasferimenti diretti, assicurando la stabilità del fondo destinato alla genitorialità.
Cosa dice la Circolare n. 106/2026 in sintesi
La Circolare n. 106/2026 fornisce le istruzioni operative e contabili dettagliate per l'applicazione del bonus. Essa chiarisce che l'integrazione al reddito è pari a 60 euro mensili per ogni mese o frazione di mese di vigenza del rapporto di lavoro o dell'attività autonoma nel corso del 2026.
Il documento specifica i requisiti di accesso, distinguendo chiaramente tra le diverse categorie di beneficiarie. Per le lavoratrici madri con due figli, il requisito è soddisfatto se il più piccolo è di età inferiore a dieci anni; per chi ha tre o più figli, il limite di età del più piccolo sale a diciotto anni. La circolare chiarisce inoltre che il beneficio spetta fino a un massimo di dodici mensilità, per un importo complessivo non superiore a 720 euro. Inoltre, la circolare introduce regole precise per le lavoratrici autonome, indicando che per le professioniste iscritte a casse di previdenza professionali il beneficio è legato ai mesi di iscrizione alla Cassa o al Fondo di riferimento.
Cosa dice la Circolare n. 139/2025 in sintesi
La Circolare n. 139/2025 funge da base normativa per la continuità della misura rispetto all'anno precedente. Essa definisce il regime fiscale e le modalità di finanziamento degli oneri, confermando che il bonus non concorre alla formazione dell'Indicatore della Situazione Economica Equivalente (ISEE).
Un aspetto tecnico rilevante della circolare riguarda la rilevazione contabile delle somme erogate, che avviene nell'ambito della Gestione degli interventi assistenziali e di sostegno alle gestioni previdenziali (GAT). Vengono indicati i codici di bilancio specifici per il debito verso i beneficiari e per i recuperi di prestazioni indebitamente erogate. Questo quadro assicura che la gestione del bonus sia tracciabile e coerente con i flussi di cassa dello Stato, garantendo la trasparenza nella distribuzione delle risorse.
Contesto e precedenti
Il Nuovo bonus mamme 2026 non nasce come misura isolata, ma rappresenta l'evoluzione del beneficio introdotto con il decreto-legge 30 giugno 2025, n. 95, convertito nella Legge 118/2025. Tale precedente normativa aveva già istituito un'integrazione al reddito per le lavoratrici madri, la cui disciplina era stata inizialmente illustrata dalla Circolare INPS n. 27 del 31 gennaio 2024.
Il passaggio dal 2025 al 2026 comporta un incremento dell'importo mensile da 40 euro a 60 euro, portando il tetto massimo annuo a 720 euro. Questa evoluzione normativa si inserisce in un quadro più ampio di semplificazione amministrativa. Ad esempio, per il personale scolastico, il Ministero ha previsto l'attivazione di un applicativo informatico dedicato all'interno del sistema SIDI, progettato per velocizzare il riconoscimento della misura e ridurre il carico burocratico sulle segreterie scolastiche, permettendo una verifica automatizzata dei requisiti.
È importante sottolineare il coordinamento con l'esonero contributivo parziale previsto dalla Legge 207/2024. Sebbene tale esonero sia stato differito all'anno 2027, la normativa del 2026 deve tenere conto delle diverse condizioni di spettanza. In particolare, per le madri con tre o più figli titolari di rapporto di lavoro a tempo indeterminato, il bonus non è riconosciuto per i mesi in cui sussiste tale rapporto, poiché queste lavoratrici possono accedere all'esonero del 100% dei contributi IVS (invalidità, vecchiaia e superstiti) a proprio carico.
Cosa cambia per docenti, ATA e scuole
L'introduzione del Nuovo bonus mamme 2026 comporta cambiamenti operativi significativi per la comunità scolastica e per le lavoratrici madri. Per le docenti e il personale ATA, la principale novità risiede nella modalità di richiesta e nella gestione dei requisiti. La domanda dovrà essere presentata esclusivamente in modalità telematica attraverso il portale INPS o, per il personale scolastico, tramite il sistema SIDI.
Ecco i passaggi e le indicazioni pratiche per i diversi soggetti coinvolti:
- Per le lavoratrici madri (dipendenti e autonome): È necessario monitorare l'apertura del servizio sul sito INPS. Una volta attivo, la domanda dovrà essere compilata utilizzando l'identità digitale (SPID livello 2, CIE livello 3, CNS o eIDAS). È fondamentale verificare il possesso dei requisiti (numero di figli e limiti di età) alla data del 1° gennaio 2026 o entro il 31 dicembre 2026.
- Per il personale scolastico (Docenti e ATA): Il Ministero ha previsto un applicativo specifico nel SIDI. Le lavoratrici potranno comunicare la volontà di beneficiare della misura e fornire i dati necessari per la verifica automatizzata. Questo strumento è pensato per non gravare sulle segreterie con operazioni procedurali manuali.
- Per i Dirigenti Scolastici: È compito del dirigente fornire adeguata informativa ai docenti e al personale ATA sulle tempistiche e sulle modalità di presentazione della domanda, assicurando che le lavoratrici siano consapevoli dei requisiti di età dei figli (meno di 10 anni per due figli, meno di 18 anni per tre o più figli).
- Per le lavoratrici autonome: La domanda deve tenere conto dei periodi di iscrizione alle gestioni previdenziali obbligatorie o delle casse professionali. Per chi è iscritto alla Gestione separata, il beneficio è legato ai periodi di effettiva attività lavorativa.
Un punto critico riguarda il pagamento delle somme. L'istruttoria della domanda avvia il processo di verifica e, se accolta, le mensilità spettanti per il 2026 verranno corrisposte in unica soluzione nel mese di dicembre 2026. Qualora l'istruttoria non sia conclusa in tempo utile, il pagamento avverrà a decorrere da gennaio 2027. In caso di rigetto o accoglimento parziale, la lavoratrice avrà il diritto di presentare una richiesta di riesame esclusivamente in modalità telematica, allegando la documentazione necessaria a superare le motivazioni del provvedimento.
Le posizioni
Le organizzazioni sindacali, tra cui la CISL Scuola, hanno espresso pareri favorevoli sull'incremento dell'importo del bonus, sottolineando l'importanza del sostegno economico diretto per le madri lavoratrici. Tuttavia, è stata evidenziata la necessità di una comunicazione più tempestiva da parte dell'INPS e del Ministero riguardo alle date esatte di apertura delle procedure SIDI, per evitare che le lavoratrici perdano le scadenze.
Alcune associazioni di categoria hanno inoltre sollevato interrogativi sulla gestione delle domande di riesame e sulla chiarezza delle istruzioni per le lavoratrici con attività di lavoro autonomo. Viene richiesto un maggiore coordinamento tra le diverse amministrazioni per garantire che il passaggio tra il bonus e l'esonero contributivo (per chi ha tre o più figli) sia fluido e non generi confusione normativa o ritardi nei pagamenti.
| Aspetto | Dettaglio |
|---|---|
| Importo Mensile | 60 euro (incremento da 40 euro) |
| Massimale Annuo | 720 euro (fino a 12 mensilità) |
| Requisito 2 figli | Più piccolo di età inferiore a 10 anni |
| Requisito 3+ figli | Più piccolo di età inferiore a 18 anni |
| Scadenza Domanda | 31 dicembre 2026 (31 gennaio 2027 se requisito perfezionato a dicembre) |
| Impatto ISEE | Non rilevante ai fini della determinazione |
FAQs
Bonus mamme 2026, INPS definisce la procedura SIDI
Le lavoratrici madri con due figli devono avere il figlio più piccolo di età inferiore a dieci anni. Per le madri con tre o più figli, il requisito è soddisfatto se il figlio più piccolo ha un'età inferiore a diciotto anni.
Il beneficio è riconosciuto anche per le lavoratrici con attività di lavoro autonomo, con un'integrazione di 60 euro mensili per ogni mese o frazione di mese di attività nel 2026. La domanda può essere presentata tramite il sito INPS con identità digitale, tramite il Contact Center Multicanale o presso gli Istituti di patronato.
In caso di rigetto o accoglimento parziale, la lavoratrice può presentare una richiesta di riesame esclusivamente in modalità telematica. È necessario utilizzare la funzione specifica nel servizio di presentazione della domanda, fornendo chiarimenti e allegando la documentazione utile a superare le motivazioni del provvedimento.
Per l'anno 2026, il bonus si coordina con l'esonero contributivo previsto per le madri con almeno tre figli titolari di un rapporto di lavoro dipendente a tempo indeterminato. L'esonero contributivo parziale di cui alla legge n. 207/2024 è invece differito all'anno 2027.
L'importo erogato dal bonus non è rilevante ai fini della composizione dell'ISEE. Ciò significa che la ricezione del beneficio non influisce sul calcolo della situazione economica equivalente del nucleo familiare.