Il Ministero dell’Istruzione e del Merito (MIM) e le organizzazioni sindacali hanno ufficializzato, in data 22 settembre 2026, l’ipotesi di Contratto Collettivo Nazionale Integrativo (CCNI) per la gestione delle risorse del Fondo per il miglioramento dell’offerta formativa (FMOF). L’accordo stabilisce le linee guida per la distribuzione di una dotazione complessiva di 847,36 milioni di euro lordo Stato, destinati a sostenere diverse voci della contrattazione integrativa per l’anno scolastico 2026/27.
L’intesa non si limita alla semplice assegnazione di fondi, ma definisce criteri precisi per la valorizzazione del personale, le funzioni strumentali e gli incarichi specifici del personale ATA. Tra le novità principali, emerge una forte attenzione alla continuità didattica e al supporto per le aree fragili, pur in un contesto di risorse che, secondo le analisi sindacali, risulta sostanzialmente invariato rispetto all'anno precedente e significativamente ridotto rispetto ai livelli del 2022, quando la dotazione ammontava a 1,15 miliardi di euro.
Parallelamente alla sottoscrizione del CCNI, il Ministero e i sindacati hanno firmato una dichiarazione congiunta per accelerare la ricognizione dei risparmi derivanti dal dimensionamento della rete scolastica previsto dal PNRR. L'obiettivo dichiarato dalle organizzazioni è quello di destinare tali risorse all'incremento dell’indennità di direzione dei Funzionari EQ/DSGA, una richiesta che l'amministrazione si è impegnata a sottoporre al Dipartimento per un confronto specifico.
Analisi della ripartizione delle risorse: dal Fondo d’istituto alla valorizzazione del personale
La quota più consistente dell'accordo è destinata al Fondo d’istituto e alla valorizzazione del personale, con un monte complessivo di 690,261 milioni di euro. Di questa cifra, 559,5 milioni sono destinati al Fondo e alla formazione, mentre 130,761 milioni sono riservati specificamente alla valorizzazione del personale scolastico.
La distribuzione di queste somme non sarà uniforme, ma seguirà criteri multipli che includono i punti di erogazione del servizio e la proporzionalità ai posti dell’organico dell’autonomia. Per quanto riguarda i 130,761 milioni destinati alla valorizzazione, la normativa prevede una suddivisione percentuale precisa: l'80% sarà ripartito in base alla consistenza dell’organico docente, educativo e ATA. Il restante 20% sarà invece determinato da quattro indicatori di complessità fondamentali per il sistema scolastico:
- Presenza di alunni con disabilità;
- Percentuale di studenti stranieri;
- Numero medio di alunni per classe;
- Presenza di sedi in aree totalmente montane o nelle piccole isole.
Vengono inoltre previste quote specifiche per il personale educativo, i corsi di recupero nella scuola secondaria di secondo grado, i convitti, gli educandati e le indennità di bilinguismo e trilinguismo in Friuli-Venezia Giulia. È inoltre previsto un incremento di 30 milioni di euro del Fondo d’istituto, da distribuire in proporzione ai posti dell’organico dell’autonomia, che include anche il personale di sostegno e gli educatori.
Funzioni strumentali, incarichi ATA e indennità di disagio
Le Funzioni Strumentali al Piano Triennale dell’Offerta Formativa (PTOF) vedranno un investimento di 45,24 milioni di euro. La ripartizione di tale somma si basa su una combinazione di tre fattori: una quota distribuita tra le scuole, una legata alle situazioni di maggiore complessità organizzativa e una terza collegata alla dimensione degli istituti, misurata attraverso il numero dei docenti nell’organico dell’autonomia.
Per il personale ATA, sono stati stanziati 34,62 milioni di euro per gli incarichi specifici. Queste risorse, basate sui posti ATA in organico di diritto (esclusi i DSGA), potranno finanziare prestazioni aggiuntive, l'intensificazione del lavoro e incarichi con responsabilità incrementali. Parallelamente, sono previsti 30,027 milioni di euro per le ore eccedenti per sostituzioni di colleghi assenti.
Un punto di particolare rilievo riguarda l'assistenza agli alunni da parte dei collaboratori scolastici. L'accordo richiama espressamente l'assistenza agli studenti con disabilità e della scuola dell'infanzia, oltre alle attività di primo soccorso. La contrattazione d'istituto dovrà definire l'indennità specifica tenendo conto del numero degli alunni assistiti, con un valore di riferimento che richiama 700 euro lordo dipendente (pari a 928,90 euro lordo Stato).
Per quanto riguarda gli assistenti tecnici del primo ciclo, sono previsti 1,0616 milioni di euro per l'indennità di disagio, con un tetto massimo di 800 euro lordo dipendente, modulato in base al numero di plessi. Inoltre, è previsto un incremento di 6,697 milioni di euro per la parte variabile dell'indennità di direzione dei DSGA, con parametri legati alla complessità delle strutture, come aziende agrarie o convitti.
| Voce di Spesa | Importo Stanziato (Mio €) |
|---|---|
| Fondo d’istituto e valorizzazione personale | 690,261 |
| Funzioni Strumentali | 45,24 |
| Incarichi specifici personale ATA | 34,62 |
| Ore eccedenti per sostituzioni | 30,027 |
| Educazione fisica (avviamento sportivo) | 17,105 |
| Continuità didattica e aree fragili | 29,00 |
| Incremento indennità variabile DSGA | 6,697 |
| Indennità disagio assistenti tecnici | 1,0616 |
Impatto operativo e criticità per la comunità scolastica
L'accordo introduce cambiamenti significativi nella gestione delle risorse a livello locale. Per i docenti, la novità principale risiede nei criteri di valorizzazione della professionalità e della continuità didattica, che premieranno chi è rimasto nella stessa sede nell'ultimo triennio, oltre al servizio prestato in zone a rischio di spopolamento, come le piccole isole e l'area dell'Agenda Sud.
Per il personale ATA, la definizione dei fondi per gli incarichi specifici permette una maggiore flessibilità nel remunerare le responsabilità aggiuntive e l'intensificazione del lavoro. Tuttavia, le organizzazioni sindacali hanno sollevato alcune criticità, in particolare riguardo alla mancanza di trasparenza sui criteri di distribuzione dei 20 milioni di euro destinati alla continuità didattica, per i quali non sono ancora state fornite simulazioni chiare o formule di calcolo definite.
Le scuole dovranno ora affrontare una fase di contrattazione d'istituto per definire gli importi specifici e i criteri di accesso alle indennità (es. bilinguismo, compensi per coordinatori). Le risorse saranno assegnate tramite il sistema SI.CO.GE. e gestite attraverso il sistema Cedolino Unico, con l'obiettivo di rendere più trasparente il percorso di erogazione delle retribuzioni accessorie.
Cosa cambia concretamente per i lavoratori della scuola
In sintesi, l'accordo stabilisce che la ripartizione delle risorse non sarà più uniforme ma proporzionale alla complessità dell'istituto. Ciò significa che le scuole con maggiori criticità (disabilità, studenti stranieri, dispersione scolastica) riceveranno quote maggiori per la valorizzazione del personale. Per i DSGA, l'incremento della parte variabile dell'indennità di direzione rappresenta un riconoscimento diretto della complessità organizzativa delle strutture gestite. Per i collaboratori scolastici, l'accordo garantisce una base di riferimento per l'assistenza agli alunni, ma la definizione finale dell'importo dipenderà dal numero effettivo di studenti assistiti in ogni singola sede.
Prossimi passi e monitoraggio
Le istituzioni scolastiche dovranno procedere alla definizione dei criteri locali sulla base delle risorse assegnate dal Ministero. È fondamentale che le segreterie scolastiche monitorino l'assegnazione tramite il sistema Cedolino Unico, che dovrà essere operativo per le erogazioni entro i termini previsti dalla normativa vigente. Resta da verificare l'effettiva assegnazione delle somme residue degli anni precedenti, dato che non è ancora chiaro l'ammontare esatto né i tempi certi per il loro utilizzo.
Per approfondimenti normativi, è possibile consultare i documenti ufficiali del Ministero dell'Istruzione e del Merito o i documenti di sintesi delle organizzazioni sindacali come il Quaderno delle RSU.
FAQs
Fondo d’Istituto 2026/27: i dettagli del nuovo accordo e la ripartizione degli 847,36 milioni di euro
La dotazione complessiva è di 847,36 milioni di euro lordo Stato. Nonostante la cifra significativa, essa rappresenta una riduzione di circa il 25% rispetto ai 1,15 miliardi di euro stanziati nel 2022.
I fondi per gli incarichi ATA si basano sui posti in organico di diritto, escludendo i DSGA. L'incremento per i DSGA è legato a parametri di complessità organizzativa come la gestione di aziende agrarie o convitti.
Le scuole dovranno definire i criteri specifici e gli importi per le singole voci (come indennità di bilinguismo o compensi per coordinatori) sulla base delle risorse assegnate tramite il sistema SI.CO.GE.
Sebbene i fondi siano definiti, le organizzazioni sindacali hanno segnalato la mancanza di simulazioni chiare sui criteri di distribuzione dei 20 milioni per la continuità didattica. Questo implica che le scuole dovranno attendere ulteriori chiarimenti tecnici per l'attuazione pratica.