Lodi, indicazioni istruzione domiciliare 2026/27 (generato da IA)

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Lodi, indicazioni istruzione domiciliare 2026/27

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L’Ufficio Scolastico Regionale per la Lombardia ha ufficializzato le indicazioni operative per il servizio di Istruzione Domiciliare (ID) relative all’anno scolastico 2026/27, definendo il quadro normativo e procedurale per gli studenti impossibilitati a frequentare la scuola per gravi motivi di salute. Il documento, recepito attraverso la nota prot. 48176 del 07-09-2026, chiarisce che l'attivazione di tale servizio è finalizzata a garantire il diritto all’apprendimento e a prevenire le difficoltà educative per gli alunni affetti da patologie che impediscono la frequenza scolastica per un periodo di almeno trenta giorni, anche se non continuativi, durante l'anno scolastico.

Secondo quanto stabilito dalle linee di indirizzo nazionali, la responsabilità dell'attivazione del progetto di ID ricade sull'istituzione scolastica di appartenenza dell'alunno o dello studente. Tale procedura deve necessariamente avvenire previo consenso dei genitori e a seguito di una loro specifica richiesta formale. Il sistema si propone di fornire un percorso personalizzato che sostituisca e integri l'attività didattica ordinaria, assicurando che gli studenti possano proseguire il proprio percorso formativo nonostante le limitazioni fisiche o cliniche, anche in assenza di una precedente ospedalizzazione.

Le nuove disposizioni sottolineano l'importanza di un intervento individualizzato al domicilio, che deve essere elaborato dal Team dei docenti o dal Consiglio di Classe. Questo processo richiede una stretta collaborazione tra scuola, famiglia e personale sanitario, con l'obiettivo di conciliare le attività didattiche con le eventuali terapie specifiche. La normativa chiarisce inoltre che, purché correttamente documentati e certificati, i periodi di attività svolti in modalità domiciliare concorrono pienamente alla validità dell’anno scolastico, garantendo la continuità del percorso educativo e il riconoscimento dei titoli di studio.

Cosa dice il D.P.R. 122/2009 in sintesi

Il Decreto del Presidente della Repubblica 22 giugno 2009, n. 122, disciplina la valutazione periodica e finale degli apprendimenti e del comportamento degli studenti delle istituzioni scolastiche secondarie di secondo grado. In particolare, l'articolo 14, comma 7, stabilisce che la frequenza minima ordinaria è pari ai tre quarti dell’orario annuale personalizzato. Tuttavia, la normativa prevede esplicite deroghe motivate per gravi motivi di salute, a condizione che resti possibile effettuare la valutazione dello studente. La nota dell'USR Lombardia richiama questo decreto per confermare che l'istruzione domiciliare, se opportunamente certificata, non pregiudica la validità del percorso scolastico.

L'indirizzo ufficiale del decreto è disponibile su Normattiva.

Cosa dice il D.Lgs. 66/2017 in sintesi

Il Decreto Legislativo 13 aprile 2017, n. 66, definisce i principi e le finalità dell'inclusione scolastica. L'articolo 1 sottolinea come l'inclusione debba rispondere ai differenti bisogni educativi e realizzarsi attraverso strategie didattiche finalizzate allo sviluppo delle potenzialità di ciascuno. Il decreto promuove la partecipazione della famiglia come interlocutore fondamentale dei processi di inclusione sociale. Per quanto riguarda il diritto all'istruzione di chi non può frequentare per almeno 30 giorni per gravi patologie certificate, la normativa prevede che scuola, USR, enti locali e ASL individuino azioni coordinate per garantire tale diritto, includendo l'uso di nuove tecnologie quando necessario.

Il testo integrale del decreto è consultabile sul portale Normattiva.

Cosa dice il D.Lgs. 62/2017 in sintesi

Il Decreto Legislativo 13 aprile 2017, n. 62, disciplina le norme in materia di valutazione e certificazione delle competenze nel primo ciclo ed esami di Stato. L'articolo 22 è fondamentale per il servizio di istruzione domiciliare poiché estende le modalità di gestione dei percorsi in ospedale o luoghi di cura anche alla didattica domiciliare. In particolare, prevede che i docenti trasmettano alla scuola gli elementi del percorso individualizzato e che lo scrutinio e gli esami seguano regole specifiche quando prevale la frequenza in struttura o in modalità protetta.

Il decreto è reperibile presso Normattiva.

Cosa dice il D.M. 461/2019 in sintesi

Il Decreto Ministeriale 6 giugno 2019 definisce le linee di indirizzo nazionali per l'istruzione domiciliare. L'articolo 1 stabilisce che l'ID è un servizio scolastico destinato agli alunni temporaneamente impediti dalla malattia, generalmente per un periodo non inferiore ai 30 giorni. Il decreto richiede la presentazione di una domanda familiare, una certificazione sanitaria rilasciata da strutture pubbliche e la definizione di un progetto scolastico che preveda il raccordo con la classe di riferimento e l'impiego di strumenti tecnologici ove opportuni.

Le indicazioni operative nazionali sono pubblicate sul sito del Ministero dell'Istruzione e del Merito.

Cosa dice la Nota prot. 48176 del 07-09-2026 in sintesi

La nota dell'Ufficio Scolastico Regionale per la Lombardia specifica le modalità operative per l'anno scolastico 2026/27. Essa chiarisce che l'istruzione domiciliare deve essere erogata a seguito di formale richiesta della famiglia e di idonea certificazione sanitaria rilasciata da medico ospedaliero o servizi sanitari nazionali (escludendo il medico di famiglia o medici privati). La nota introduce anche il concetto di Scuola Polo regionale (I.S. "Puecher Olivetti" di Rho), che deve rilasciare il "nulla osta" per l'attivazione del progetto, condizione necessaria per la successiva rendicontazione e il cofinanziamento ministeriale.

Il documento è disponibile sul portale ufficiale dell'USR Lombardia.

Contesto e precedenti

L'evoluzione normativa dell'istruzione domiciliare riflette la necessità di garantire il diritto allo studio anche in situazioni di estrema fragilità clinica. Storicamente, il servizio è stato pensato per gestire le degenze ospedaliere prolungate, ma si è progressivamente esteso a patologie croniche, onco-ematologiche e traumatiche che, pur non richiedendo la degenza costante, impediscono la normale vita di relazione e la frequenza scolastica ordinaria. Il monitoraggio di tali percorsi è un tema centrale, come evidenziato da studi recenti che analizzano le procedure di attivazione e gestione in diverse regioni italiane, sottolineando la necessità di un raccordo costante tra il progetto individualizzato e il curricolo della classe di riferimento.

Cosa cambia per docenti, ATA e scuole

L'attivazione del servizio di Istruzione Domiciliare per l'anno scolastico 2026/27 comporta precise responsabilità operative per le istituzioni scolastiche e il personale coinvolto. Le scuole, sia statali che paritarie, devono inserire nel proprio Programma annuale un progetto specifico per l'ID, accompagnato dalle relative delibere del Collegio dei docenti e del Consiglio di Istituto. Questo progetto deve prevedere un accantonamento di fondi, che può provenire da risorse proprie o da altri enti, con un consiglio di prevedere un accantonamento pari ad almeno il 70% delle risorse necessarie per finanziare gli interventi.

Per quanto riguarda i docenti, il servizio prevede un intervento individualizzato che richiede l'elaborazione di un percorso sostitutivo e integrativo dell'attività didattica ordinaria. È fondamentale che le attività di ID rispettino i seguenti limiti di monte ore settimanali:

  • Scuola primaria: massimo 4 ore settimanali;
  • Scuola secondaria di I grado: massimo 5 ore settimanali;
  • Scuola secondaria di II grado: massimo 7 ore settimanali.

Le procedure amministrative per i dirigenti scolastici sono state precisate per garantire la corretta rendicontazione:

  1. Acquisizione del Modello S (certificazione sanitaria pubblica) e del Modello G (dichiarazione di disponibilità della famiglia), da conservare negli atti della scuola richiedente;
  2. Compilazione online della Scheda Informativa sul sito della Scuola Polo;
  3. Trasmissione alla Scuola Polo, esclusivamente via PEC, del Modello A (dichiarazione del Dirigente relativa all'acquisizione dei modelli e alle caratteristiche del progetto);
  4. Ricezione del nulla osta dalla Scuola Polo entro un massimo di cinque giorni lavorativi.

In caso di studenti seriamente immunodepressi o in attesa di trapianto, che rendano impossibile l'accesso al domicilio da parte dei docenti, la scuola deve fare riferimento alle disposizioni specifiche dell'art. 16 del D.Lgs. 66/2017. È importante sottolineare che, qualora i fondi ministeriali non coprissero l'intera spesa, l'Ufficio V dell'USR Lombardia definirà l'entità del finanziamento da riconoscere a parziale copertura dei costi sostenuti.

Le posizioni

Le indicazioni dell'USR Lombardia riflettono un approccio orientato alla certezza del diritto e alla sostenibilità economica del servizio. Sebbene non siano riportate dichiarazioni sindacali specifiche nel dossier, la struttura delle indicazioni operative suggerisce una volontà di centralizzare il controllo tramite la Scuola Polo per garantire l'uniformità dei criteri di cofinanziamento. La necessità di un accantonamento del 70% da parte delle scuole evidenzia una responsabilità condivisa tra istituzioni e ministero per la gestione delle risorse in un contesto di crescente domanda di istruzione domiciliare.

Livello ScolasticoMonte ore massimo settimanale
Scuola Primaria4 ore
Scuola Secondaria di I grado5 ore
Scuola Secondaria di II grado7 ore

FAQs
Lodi, indicazioni istruzione domiciliare 2026/27

Quali sono le modalità pratiche di monitoraggio della didattica svolta a domicilio?+

Il dossier non specifica le modalità pratiche di monitoraggio della didattica per garantire il raggiungimento degli obiettivi formativi.

Come vengono conteggiate le ore dei docenti nel monte ore annuale?+

Non è specificato come verranno gestite le ore di servizio dei docenti coinvolti nel progetto di istruzione domiciliare né se saranno computate nel monte ore curricolare o extra-curricolare.

Quali sono i criteri specifici per la certificazione sanitaria richiesta?+

La certificazione deve essere rilasciata da un medico ospedaliero o dai servizi sanitari nazionali, escluso il medico di famiglia. Il documento deve attestare l'impossibilità di frequentare la scuola per un periodo non inferiore ai 30 giorni, anche non continuativi.

Come avviene la ripartizione dei fondi ministeriali in caso di sforamento delle risorse accantonate?+

In caso di insufficiente copertura dei fondi ministeriali, l'ufficio V dell'USR Lombardia definisce l'entità del finanziamento da riconoscere a ciascuna istituzione scolastica. Tale decisione avviene sentito il Gruppo tecnico regionale e d'intesa con la Scuola Polo regionale.

Quali sono le procedure per gli studenti con immunodepressione grave che non possono ricevere visite a domicilio?+

In situazioni di grave immunodepressione o attesa di trapianto che impediscano l'accesso al domicilio da parte dei docenti, si deve fare riferimento all'art. 16 del D. Lgs. 66/2017.

Fonti consultate

Redazione Orizzonte Insegnanti
L'autore

Docente specializzato sul sostegno, progettista di piattaforme digitali e sviluppatore di sistemi di IA applicata

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