Il progetto Settembre Insieme, che ha permesso l'apertura anticipata delle scuole primarie in Emilia-Romagna dal 31 agosto al 15 settembre 2026, si prepara a diventare un pilastro strutturale del sistema educativo regionale. Dopo una prima fase di test considerata un successo dalle istituzioni, la Regione ha confermato l'intenzione di estendere il servizio a tutti i 330 Comuni del territorio entro il 2027, accompagnando il passaggio con un incremento massiccio delle risorse finanziarie.
L'iniziativa, definita come unica in Italia per ampiezza e regia regionale, è nata per rispondere a un bisogno sociale concreto: supportare le famiglie nella gestione dei figli durante la delicata transizione tra la fine delle vacanze estive e l'inizio delle lezioni. Grazie a un modello di cooperazione che ha coinvolto scuole, Comuni, Terzo settore e associazioni, il progetto ha offerto attività extrascolastiche — educative, sportive, culturali e ricreative — garantendo ai bambini un percorso di socializzazione e crescita in un periodo critico per l'organizzazione familiare.
I numeri della sperimentazione: inclusività e alta adesione
Il bilancio della prima prova, presentato ufficialmente il 10 settembre 2026, evidenzia una partecipazione significativa. Su un totale di 8.300 posti attivati, hanno usufruito del servizio 8.005 bambini, registrando un tasso di adesione effettiva del 99,6% tra le famiglie iscritte. Il dato sottolinea l'efficacia del modello operativo, capace di intercettare una domanda sociale molto sentita nonostante i tempi rapidi di attivazione.
Un elemento distintivo del progetto è stata la sua inclusività: oltre 600 bambini con disabilità (circa il 7,5% del totale) hanno frequentato i percorsi, confermando l'attenzione della Regione verso l'integrazione scolastica. La copertura territoriale della sperimentazione ha coinvolto 40 Comuni, 143 istituzioni scolastiche e 16 scuole paritarie. Tra questi, il Comune di Bologna ha registrato un picco di attenzione con 1.742 domande per 1.330 posti disponibili, di cui 1.323 bambini hanno effettivamente partecipato.
Investimenti e obiettivi per il 2027: verso la strutturazione regionale
Il salto di qualità tra la fase sperimentale e quella strutturale sarà sancito da un aumento della spesa corrente, che passerà dai 3 milioni di euro investiti nel 2026 a una stima di 10 milioni di euro per il 2027. Questo incremento finanziario mira a rendere il servizio stabile e capillare, inserendolo nell'ambito della futura legge regionale per il sostegno alla natalità e alla genitorialità.
Le autorità regionali, guidate dal Presidente Michele de Pascale e dall'Assessora Isabella Conti, hanno ribadito che il percorso verso il 2027 non sarà una replica automatica del modello attuale, ma sarà costruito attraverso un processo partecipativo. L'obiettivo è individuare le condizioni organizzative ottimali, i criteri di accesso e i fabbisogni specifici di ogni territorio, valutando anche la possibilità di estendere le attività al pomeriggio e di includere la compartecipazione per il pranzo.
| Parametro di Analisi | Dati della Sperimentazione 2026 | Obiettivi Strutturali 2027 | |
|---|---|---|---|
| Copertura Territoriale | 40 Comuni | 330 Comuni (Tutta la Regione) | |
| Investimento Finanziario | 3 milioni di euro | 10 milioni di euro | |
| Partecipanti Totali | 8.005 bambini | Da definire (Espansione totale) | |
| Inclusività Disabilità | 600 bambini (7,5%) | Da definire | |
| Tasso di Adesione | 99,6% | Da definire |
Cronologia e prossimi passi per la definizione delle linee guida
Il percorso verso la strutturazione del servizio prevede una serie di tappe fondamentali per la raccolta dei dati e il coinvolgimento degli stakeholder. La Regione ha già pianificato una serie di momenti di ascolto per trasformare i risultati del "laboratorio" in norme operative chiare. Non è ancora noto quali siano state le criticità specifiche emerse, poiché queste verranno analizzate durante le sessioni di focus group previste per i prossimi mesi.
Le scadenze chiave per la definizione del modello 2027 sono le seguenti:
- Metà settembre 2026: Distribuzione del questionario online rivolto alle famiglie per la raccolta di feedback diretti.
- Ottobre 2026: Avvio delle sessioni di focus group con Comuni, Terzo settore e rappresentanti del mondo della scuola.
- Novembre 2026: Restituzione pubblica degli elementi raccolti per la definizione delle linee guida operative.
- Dicembre 2026: Approvazione della legge regionale di riferimento per il sostegno alla natalità e alla genitorialità.
- 2027: Avvio ufficiale del servizio strutturale su tutto il territorio regionale.
Cosa cambia concretamente per le scuole e le famiglie
Per le famiglie, il cambiamento principale risiede nella stabilità del servizio: dal 2027 l'offerta non sarà più legata a una sperimentazione limitata, ma diventerà un diritto strutturale. È prevista la possibilità che le modalità di iscrizione vengano anticipate a marzo, seguendo logiche simili a quelle dei centri estivi. Inoltre, si prospetta un ampliamento dell'offerta che potrebbe includere il pomeriggio e la compartecipazione per il pranzo.
Per le scuole e i Comuni, l'aumento del budget da 3 a 10 milioni di euro rappresenta una risorsa fondamentale per garantire la qualità dei percorsi formativi. Le attività non saranno puramente ricreative, ma avranno un risvolto formativo specifico volto ad aiutare i bambini a recuperare le competenze necessarie in vista del rientro scolastico ufficiale. La sfida per i dirigenti e gli operatori sarà la gestione della nuova platea e l'adeguamento ai criteri di inclusività che la Regione intende consolidare.
Tuttavia, è importante notare che, mentre la Regione celebra il successo della misura, alcune voci politiche hanno criticato la portata della sperimentazione, definendola insufficiente rispetto alla domanda potenziale totale di alunni delle elementari. Questo contrasto sottolinea l'importanza della fase di ascolto di ottobre, che dovrà determinare se il modello attuale sia scalabile o se necessiti di una revisione profonda dei criteri di accesso e di comunicazione.
Al momento, i dettagli tecnici relativi alle modalità esatte di compartecipazione economica per il servizio del pranzo non sono ancora stati definiti e saranno oggetto di discussione durante la fase di definizione delle linee guida prevista per la fine dell'anno.
Per approfondimenti normativi e aggiornamenti sulle leggi regionali, è possibile consultare i canali ufficiali della Regione Emilia-Romagna.
FAQs
Scuole ad agosto: la Regione Emilia-Romagna trasforma la sperimentazione in misura strutturale con 10 milioni di euro
Il progetto offre attività extrascolastiche gratuite (educative, sportive, culturali e ricreative) per i bambini delle scuole primarie nel periodo di transizione tra la fine delle vacanze e l'inizio delle lezioni. Il servizio mira a supportare i genitori nella gestione dei figli, garantendo ai bambini un percorso di socializzazione e crescita in un ambiente protetto.
La sperimentazione ha visto la partecipazione di oltre 8.000 bambini in 40 Comuni, con un tasso di adesione effettiva del 99,6% tra le famiglie iscritte. È stato garantito un alto livello di inclusività, con oltre 600 bambini con disabilità che hanno frequentato i percorsi previsti.
Il servizio diventerà strutturale nel 2027, estendendosi a tutti i 330 Comuni della Regione Emilia-Romagna con un investimento previsto di 10 milioni di euro. Sono in fase di valutazione possibili ampliamenti come l'estensione delle attività al pomeriggio e la gestione della compartecipazione per il pranzo.
Tra la fine di 2026 e l'inizio del 2027 sono previsti focus group con Comuni e scuole, la diffusione di questionari per le famiglie e la definizione delle linee guida ufficiali. Questi passaggi serviranno a consolidare il modello operativo prima dell'avvio definitivo su tutto il territorio regionale.