Il sistema scolastico italiano si prepara ad affrontare una delle sfide più complesse della educazione civica contemporanea: trasformare la teoria dei principi costituzionali in una consapevolezza pratica sulla realtà dei conflitti globali. Il 23 ottobre 2026, alle ore 11:00, si terrà la prima lezione in diretta del percorso "Educazione Civica in diretta" per l'anno scolastico 2026/27, un'iniziativa che mira a portare nelle aule il volto concreto della guerra attraverso le testimonianze dirette di operatori umanitari impegnati sui fronti più critici del mondo.
L'evento, promosso da Tecnica della Scuola in collaborazione con l'organizzazione EMERGENCY, è strutturato specificamente per gli studenti delle scuole secondarie di secondo grado e delle classi terze delle scuole secondarie di primo grado. L'obiettivo non è la semplice cronaca dei bombardamenti, ma una riflessione profonda sui temi della pace, della guerra e della cittadinanza attiva. Attraverso il confronto con chi opera quotidianamente in zone di crisi, come Gaza e il Sudan, gli studenti saranno chiamati a comprendere come la violenza armata privi le persone della possibilità di curarsi, studiare e mantenere una quotidianità dignitosa, mettendo a nudo le conseguenze umanitarie delle tensioni internazionali.
Il progetto si inserisce nel solco della Legge 20 agosto 2019, n. 92, che ha introdotto l'educazione civica come disciplina trasversale per formare cittadini responsabili. Invece di limitarsi a una lezione frontale teorica, la proposta offre un approccio esperienziale: gli studenti potranno interagire in tempo reale con esperti, ponendo domande dirette e analizzando i dati della crisi umanitaria. Questo percorso mira a fornire agli adolescenti gli strumenti critici necessari per elaborare giudizi autonomi sulla complessità dei conflitti contemporanei, partendo dal ripudio della guerra sancito dall'Articolo 11 della Costituzione Italiana.
Dal ripudio costituzionale alla pratica della cittadinanza attiva
Il fondamento giuridico di questa iniziativa risiede nell'Articolo 11 della Costituzione, il quale stabilisce che "L'Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali". La scelta del verbo "ripudia" non è un dettaglio semantico, ma un pilastro della convivenza democratica che impone una responsabilità costante sia alle istituzioni che ai singoli cittadini. Il percorso educativo vuole proprio tradurre questo impegno civile in azioni concrete, interrogando la società su come dare attuazione ai principi fondamentali della Carta del lavoro e della libertà.
In questo contesto, EMERGENCY promuove la campagna R1PUD1A, un'iniziativa volta a sensibilizzare scuole, Comuni e realtà culturali sul valore costituzionale della pace. Il progetto non si limita alla sensibilizzazione, ma si intreccia con la proposta di legge di iniziativa popolare "Io obietto la guerra". Questa proposta, che ha già superato il 70% delle 50.000 firme necessarie per la presentazione al Parlamento, mira a riconoscere e tutelare il diritto dei cittadini a non partecipare ai conflitti, sottraendo alla guerra il consenso, il lavoro e il corpo dei cittadini.
Tra le misure previste dalla proposta "Io obietto la guerra" figurano la possibilità di iscriversi in appositi registri comunali per dichiararsi obiettori di coscienza alla guerra, il riconoscimento dell'obiezione al servizio militare (anche in caso di ripristino della leva obbligatoria) e specifiche tutele per chi si oppone con metodi nonviolenti al trasferimento di armamenti verso zone di conflitto. Questa visione pedagogica, sostenuta dalla Direttrice della comunicazione di EMERGENCY, Simonetta Gola, mira a proteggere il diritto all'obiezione di coscienza come strumento di difesa della dignità umana.
Testimonianze dal fronte: le realtà di Gaza e del Sudan
Il percorso formativo del 2026/27 si apre con un confronto diretto con figure chiave che operano nelle zone di crisi più gravi del pianeta. La partecipazione di Giulia Folci, ostetrica di EMERGENCY collegata direttamente da Gaza, permetterà agli studenti di toccare con mano le conseguenze umanitarie delle restrizioni sui materiali "dual use". La Folci ha testimoniato lo stato di ansia e l'impossibilità di fornire terapie essenziali, come il ferro per le donne in gravidanza, a causa delle severe limitazioni logistiche e dei rischi derivanti dai combattimenti.
Parallelamente, Roberto Crestan, Direttore Area ANME (African Network for Medical Excellence), presenterà la realtà del Sudan, identificata come una delle più gravi crisi umanitarie in corso. Secondo i dati raccolti, nel Sudan si contano 33,7 milioni di persone che necessitano di aiuti umanitari, di cui più della metà sono bambini. La narrazione del percorso didattico si focalizzerà sulla solidarietà internazionale e sulle necessità degli operatori umanitari, cercando di mostrare il volto concreto della guerra: non solo distruzioni materiali, ma la perdita della possibilità di vivere una quotidianità dignitosa.
Per guidare la riflessione pedagogica e assicurare che il contenuto sia coerente con gli obiettivi del Ministero, la trasmissione sarà supportata da Chiara Vallania, Coordinatrice Ufficio Scuola di EMERGENCY. L'obiettivo è trasformare la conoscenza teorica della Costituzione in strumenti pratici di cittadinanza attiva, permettendo agli studenti di osservare come la guerra privi le persone della possibilità di curarsi, studiare o mantenere la propria autonomia.
Cosa cambia concretamente per docenti e istituzioni scolastiche
Per i docenti, l'adesione a questo progetto rappresenta una risorsa didattica di alto valore che facilita il raggiungimento delle 33 ore annuali previste dalla normativa vigente per l'educazione civica. Invece di affidarsi esclusivamente a materiali didattici statici, gli insegnanti possono offrire ai propri studenti un percorso formativo gratuito e strutturato che garantisce l'accesso a contenuti di alta qualità prodotti da una delle principali organizzazioni umanitarie italiane. Questo approccio permette di coprire temi chiave del curricolo in modo dinamico e coinvolgente.
Per gli studenti, il cambiamento principale risiede nella possibilità di interagire in tempo reale con esperti sul campo, ponendo domande dirette e ricevendo risposte immediate. Questo tipo di confronto diretto favorisce lo sviluppo del pensiero critico e della sensibilità verso le realtà globali. Per le scuole, la partecipazione garantisce un percorso coerente che tocca diversi pilastri della disciplina civica, previsti per l'intero anno scolastico:
- 23 ottobre 2026: Lezione "Pace, guerra e cittadinanza" (connessione diretta da Gaza e Sudan).
- 23 novembre 2026: Lezione "Io e il mio compagno di banco chiamato Intelligenza Artificiale".
- Febbraio 2027: Lezione "Educazione civica e educazione alla legalità".
- Marzo 2027: Lezione "Educazione al rispetto".
| Aspetto | Dettaglio |
|---|---|
| Data di inizio | 23 ottobre 2026, ore 11:00 |
| Destinatari | Scuole secondarie di II grado e classi terze di II grado |
| Temi principali | Pace, guerra, cittadinanza, IA, legalità, rispetto |
| Partner istituzionali | EMERGENCY e La Tecnica della Scuola |
| Riferimento Normativo | Legge 20 agosto 2019, n. 92 |
È importante sottolineare che, sebbene il percorso sia ricco di dati e testimonianze, alcuni numeri specifici relativi al conflitto a Gaza (come le 1.400 vittime e i 4.700 feriti citati dagli operatori) non sono accompagnati da una data di riferimento precisa nel materiale informativo fornito, se non il riferimento generico a un cessate il fuoco non specificato temporalmente. Pertanto, gli insegnanti sono invitati a utilizzare questi dati come testimonianze di impatto e non come statistiche definitive, integrandole con le analisi critiche proposte durante la diretta.
Per iscriversi al percorso, le scuole possono accedere al modulo online dedicato. La partecipazione è fondamentale per chi desidera integrare il curricolo scolastico con una prospettiva di cittadinanza globale, capace di collegare i valori della nostra Costituzione alle sfide umanitarie del presente.
Per approfondire i contenuti normativi relativi all'educazione civica, è possibile consultare il testo della Legge 92/2019 sul consolidato testo normativo.
Come procedere per l'iscrizione della classe
Le scuole interessate possono procedere all'iscrizione tramite il form online dedicato. È necessario che il docente referente della classe o il dirigente scolastico completino la procedura per garantire la partecipazione alla diretta del 23 ottobre. L'iscrizione è aperta a tutte le classi che intendono inserire queste ore di confronto nel proprio percorso di educazione civica annuale.
Note operative per i docenti
Si consiglia ai docenti di preparare una breve introduzione sulla storia dell'Articolo 11 della Costituzione prima della diretta, per fornire agli studenti il quadro teorico necessario a comprendere la profondità delle testimonianze che verranno presentate dagli operatori di EMERGENCY.
FAQs
Educazione Civica e conflitto armato: il percorso formativo con EMERGENCY per le scuole
L'iniziativa è specificamente dedicata agli studenti delle scuole secondarie di secondo grado e alle classi terze delle scuole secondarie di primo grado. Il progetto mira a supportare il raggiungimento delle 33 ore annuali di educazione civica previste dalla normativa vigente.
Alle ore 11:00 inizierà la lezione in diretta "Pace, guerra e cittadinanza", dove gli studenti potranno interagire in tempo reale con operatori umanitari. Gli esperti forniranno testimonianze dirette dai fronti di Gaza e Sudan, permettendo un confronto concreto sui temi della cittadinanza attiva.
Il percorso formativo prevede altre tre lezioni in diretta: il 23 novembre sarà dedicato all'Intelligenza Artificiale, a febbraio 2027 all'educazione alla legalità e a marzo 2027 all'educazione al rispetto. Questo calendario garantisce una copertura completa dei temi chiave del curricolo ministeriale.
L'iniziativa promuove la consapevolezza sui diritti costituzionali e sul ripudio della guerra come strumento di offesa. Attraverso le testimonianze e la formazione, il progetto mira a sottrarre alla guerra il consenso dei cittadini, tutelando il diritto all'obiezione di coscienza.