L’Associazione Nazionale Dirigenti Pubblici (ANP) è stata convocata dalla VII Commissione Cultura della Camera dei deputati per partecipare a un’indagine conoscitiva focalizzata sulle sfide educative e culturali contemporanee. L’incontro, svoltosi il 20 ottobre 2026, ha messo al centro del dibattito istituzionale il crescente impatto delle nuove tecnologie sulla vita degli studenti, con particolare attenzione alla dipendenza dagli schermi, all’uso dell’intelligenza artificiale e al fenomeno della dispersione scolastica.
Durante l'audizione, i rappresentanti dell'ANP hanno sottolineato come la scuola si trovi oggi in prima linea nel gestire la fragilità dei ragazzi e il disagio giovanile, spesso esacerbati dall'uso compulsivo dei dispositivi digitali. Il cuore della testimonianza dei dirigenti è stato il richiamo alla necessità di tradurre i quadri normativi in scelte gestionali concrete, evidenziando però una criticità strutturale: la frequente presenza della clausola di invarianza finanziaria, che spesso impedisce diattuare le riforme necessarie senza un adeguato supporto economico.
I dirigenti hanno espresso una posizione netta, ribadendo che non è possibile affidare nuove responsabilità alle istituzioni scolastiche senza garantire, contestualmente, le risorse materiali, gli strumenti tecnici e le competenze necessarie per esercitarle. L'obiettivo dell'intervento è stato quello di presentare proposte operative che permettano di trasformare la scuola in un vero centro civico della comunità, capace di contrastare l'abbandono scolastico e di promuovere una cittadinanza digitale consapevole, superando la logica degli interventi precari e frammentati.
Cosa dice il percorso sulle competenze non cognitive e trasversali
Un punto centrale dell'intervento dell'ANP riguarda la necessità di rendere ordinamentale la sperimentazione sulle competenze non cognitive e trasversali. Tale iniziativa, che trova un riscontro normativo nel Decreto n. 6 del 15 gennaio 2026, mira a valorizzare le soft skills come la perseveranza, l'autoregolazione, la flessibilità e il senso di responsabilità. Secondo l'ANP, educare a queste capacità non è solo un obiettivo pedagogico, ma una strategia fondamentale per agire sulle cause profonde della dipendenza digitale e della dispersione.
La sperimentazione nazionale, che copre il triennio 2025/26 - 2027/28, coinvolge istituzioni di ogni ordine e grado, inclusi i CPIA e i percorsi di istruzione e formazione professionale. L'obiettivo è duplice: individuare le competenze più rilevanti per contrastare l'analfabetismo funzionale e raccogliere buone pratiche metodologiche innovative. Tuttavia, l'ANP avverte che il vincolo dell'invarianza finanziaria rischia di limitare la portata dell'intervento, poiché la realizzazione di una sperimentazione così ambiziosa richiede un carico di lavoro aggiuntivo per docenti e dirigenti che non può essere coperto esclusivamente con le risorse dell'organico dell'autonomia.
Per garantire il successo di questo percorso, l'Associazione sottolinea l'urgenza di avviare il Piano straordinario triennale di formazione dei docenti, previsto dall'articolo 3 della legge n. 22/2025. Senza un adeguato supporto formativo e risorse dedicate, l'innovazione pedagogica rischia di rimanere teorica, non riuscendo a tradursi in una reale trasformazione dei processi di apprendimento e nella riduzione della povertà educativa.
Il quadro normativo sull'Intelligenza Artificiale e la formazione
In merito all'adozione dell'intelligenza artificiale (IA) nelle scuole, l'ANP ha richiesto che il percorso di integrazione avvenga attraverso modelli nazionali, strumenti tecnici qualificati e un supporto specialistico costante. La proposta mira a evitare un approccio frammentato, chiedendo un piano straordinario di formazione strutturale rivolto sia al personale docente che ai dirigenti scolastici, affinché l'IA possa essere utilizzata in modo etico, consapevole e sicuro.
A supporto di questa visione, il Decreto Ministeriale n. 219 dell'11 novembre 2025 ha destinato risorse specifiche per la realizzazione di progetti di formazione sull'utilizzo dell'IA, nell'ambito della linea di investimento 2.1 del PNRR ("Didattica digitale integrata e formazione alla transizione digitale"). L'avviso da 100 milioni di euro mira a individuare le scuole che fungeranno da snodi formativi sul territorio, promuovendo workshop e laboratori per la personalizzazione della didattica e la semplificazione amministrativa.
L'ANP insiste sul fatto che la formazione non debba essere un evento isolato, ma un processo continuo che accompagni l'adozione degli strumenti didattici innovativi. È fondamentale che il personale scolastico sia dotato delle competenze necessarie per gestire la regolamentazione e le disposizioni di utilizzo dell'IA, garantendo al contempo la tutela dei dati e la trasparenza dei processi educativi.
Contesto e precedenti
Il dibattito attuale si inserisce in un contesto di forte pressione normativa e sociale derivante dall'accelerazione digitale. Uno dei riferimenti internazionali più rilevanti è il Kids Act europeo, una proposta di regolamento per la protezione dei minori online. Questa normativa introduce regole comuni per l'intera Unione Europea, proibendo gli account sui social media ai minori di 13 anni e prevedendo account sotto supervisione per la fascia 13-15 anni, con limiti di tempo e strumenti di controllo parentale.
Le implicazioni per le scuole sono significative: la normativa impone il safety by design, ovvero la progettazione dei servizi digitali affinché non siano addictivi e non espongano i bambini a rischi come il contatto con estranei o trappole di spesa. L'ANP ha specificamente richiesto che nessun adempimento di verifica dell'età previsto da tale normativa venga posto a carico delle istituzioni scolastiche, poiché la responsabilità della verifica dell'identità digitale non deve gravare sulle strutture educative.
Parallelamente, il contrasto alla dispersione scolastica e alla dipendenza dagli schermi è diventato un tema trasversale che coinvolge non solo il Ministero dell'Istruzione, ma anche enti locali e comunità educanti. La scuola è chiamata a ridefinire il proprio ruolo, passando da semplice luogo di istruzione a centro civico aperto al territorio, dove la condivisione delle risorse con gli enti locali possa favorire percorsi di supporto più stabili e meno dipendenti da bandi annuali.
Cosa cambia per docenti, ATA e scuole
Le audizioni e le proposte dell'ANP delineano una serie di cambiamenti operativi e strutturali che le istituzioni scolastiche dovranno affrontare nei prossimi anni. Per i dirigenti scolastici, la sfida principale sarà la gestione della progettualità in chiave sistemica, cercando di integrare le competenze non cognitive nel curricolo senza eccedere i limiti dell'organico dell'autonomia. Sarà necessario monitorare l'attuazione del Piano straordinario di formazione e coordinare gli snodi formativi sull'IA sul proprio territorio.
Per il personale docente, il cambiamento si rifletterà in una maggiore necessità di aggiornamento continuo sulle metodologie attive e inclusive. I docenti saranno chiamati a partecipare a workshop e laboratori per l'uso consapevole dell'IA e a implementare le competenze trasversali (come l'autoregolazione e il rispetto dell'altro) come strumenti per contrastare la dipendenza digitale. La formazione non sarà più un'opzione, ma un requisito strutturale per la didattica del futuro.
Per il personale ATA e le segreterie, l'attenzione si sposterà sulla semplificazione amministrativa tramite l'IA e sulla gestione dei servizi di supporto. Una delle richieste chiave è la trasformazione degli sportelli di supporto psicologico da interventi precari a servizi stabili e organici. Questo significa che le segreterie e il personale di supporto dovranno gestire flussi di lavoro più strutturati, garantendo la disponibilità costante di assistenza per studenti e famiglie.
Per le scuole e le famiglie, l'obiettivo è la valorizzazione della scuola come centro civico. Questo implica una maggiore apertura al territorio e la possibilità di condividere risorse con gli enti locali per programmi di cittadinanza digitale. In sintesi, la scuola deve diventare un luogo di formazione anche per genitori ed educatori, supportato da investimenti certi che permettano di trasformare le proposte della Commissione in realtà operative.
| Iniziativa / Normativa | Scopo Principale | Target e Scadenze |
|---|---|---|
| Sperimentazione Competenze Non Cognitive | Contrastare dispersione e dipendenza digitale | Triennio 2025/26 - 2027/28 (Candidature entro 30/04/2026) |
| Piano Formazione IA (100 milioni €) | Utilizzo etico e sicuro dell'IA e semplificazione amministrativa | Scuole snodi formativi (Candidature entro 17/04/2026) |
| Kids Act Europeo | Protezione minori online e regole comuni età | Regole diverse per fasce d'età (es. divieto account sotto 13 anni) |
| Decreto Ministeriale n. 219/2025 | Destinazione risorse per formazione IA | Personale scolastico e dirigenti |
Le posizioni
L'ANP ha espresso un forte apprezzamento per l'iniziativa della Commissione Cultura, sottolineando che affrontare unitariamente schermi, IA e dispersione è l'unico modo per rispondere alla complessità del disagio giovanile. La posizione dei dirigenti è chiara: non si possono aggiungere responsabilità senza risorse. La critica principale è rivolta alla persistenza della clausola di invarianza finanziaria, che rischia di rendere le riforme pedagogiche dei "palinsesti sulla carta" privi di sostanza operativa.
Le richieste dell'associazione riflettono una preoccupazione per il carico di lavoro dei docenti e dei dirigenti, già gravato da adempimenti complessi. L'ANP spinge per un modello di scuola "aperta", che però richiede una chiara definizione di chi debba farsi carico dei costi e della gestione dei servizi (come quelli psicologici o di verifica dell'età), evitando che le istituzioni scolastiche diventino il "contenitore di ogni responsabilità" senza il relativo stanziamento di fondi.
FAQs
ANP audita alla Camera su schermi e dispersione
L'ANP propone di rendere ordinamentale tale sperimentazione per educare all'autoregolazione e alla relazione, agendo direttamente sulle cause della dipendenza digitale e della dispersione scolastica. L'obiettivo è trasformare le esperienze attuali in un quadro organico e condiviso che garantisca uno sviluppo integrale della persona.
L'ANP ha richiesto esplicitamente che nessun adempimento di verifica dell'età previsto dal Kids Act europeo sia posto a carico delle istituzioni scolastiche. La proposta mira a evitare che le scuole debbano gestire oneri amministrativi legati ai limiti di età per l'accesso ai social media.
Il dossier non specifica i criteri tecnici o i costi necessari per tale trasformazione. Tuttavia, l'ANP sostiene la necessità di superare gli interventi precari legati a bandi annuali per creare un servizio stabile e organico a disposizione di tutte le scuole.
Il dossier non fornisce i dettagli tecnici dei modelli nazionali né le specifiche del piano di formazione. Viene però indicato che il piano dovrebbe essere strutturale e accompagnato da strumenti tecnici qualificati e supporto specialistico.
Il dossier non specifica le modalità pratiche di condivisione delle risorse con gli enti locali. L'ANP auspica comunque che la scuola sia valorizzata come centro civico aperto al territorio, inclusi genitori ed educatori, attraverso una collaborazione con le amministrazioni locali.