La Confederazione nazionale Unione Sindacale di Base – USB ha ufficializzato la proclamazione di uno sciopero generale per l’intera giornata del 30 ottobre 2026. Questa mobilitazione coinvolgerà tutte le categorie di lavoratori pubblici e privati su tutto il territorio nazionale, con una forte valenza politica e sociale.
L'iniziativa mira a contestare le attuali condizioni economiche generali, i crescenti costi della vita e, in modo specifico per il settore dell'istruzione, i processi di militarizzazione delle scuole e delle università. Il provvedimento sindacale, che ha ricevuto ampia risonanza anche nel territorio di Crotone, si inserisce in un percorso di lotta che vede la scuola come uno dei principali campi di battaglia per la difesa della democrazia e della pace.
Oltre alle rivendicazioni salariali e alla richiesta di tutele per i lavoratori pubblici e privati, la protesta si focalizza sull'opposizione ai piani di riarmo europei e italiani, chiedendo una destinazione dei fondi verso i servizi pubblici e il calmieramento dei prezzi dei beni di prima necessità. La mobilitazione rappresenta un momento di rottura contro quella che il sindacato definisce una deriva militarizzata della ricerca e della didattica.
Per il personale scolastico, lo sciopero assume connotati peculiari, legati non solo alla difesa della dignità del lavoro — con particolare riferimento alle condizioni del personale ATA — ma anche alla richiesta di interrompere ogni collaborazione tra istituzioni educative e filiera militare-industriale. La protesta si preannuncia come un evento di grande portata, capace di influenzare la quotidianità degli studenti e delle famiglie, richiedendo una particolare attenzione da parte delle segreterie scolastiche e dei dirigenti per quanto riguarda la gestione dei servizi minimi e l'informazione agli utenti.
Cosa dice la Legge 146/1990 in sintesi
La normativa di riferimento per la gestione delle astensioni dal lavoro è la Legge 146/1990. Nello specifico, l'articolo 2, comma 6, stabilisce gli obblighi fondamentali per le amministrazioni e le imprese che erogano servizi pubblici essenziali.
Secondo quanto previsto dal testo normativo, le realtà coinvolte devono informare gli utenti con forme adeguate e con un preavviso di almeno cinque giorni prima dell’inizio dello sciopero. Tale comunicazione deve specificare chiaramente:
- I modi e i tempi di erogazione dei servizi durante l’astensione;
- Le misure previste per la riattivazione dei servizi;
- Le modalità di gestione delle attività essenziali.
Nel contesto scolastico, questo obbligo si traduce nella necessità per le istituzioni di avvisare tempestivamente le famiglie e gli studenti, fornendo indicazioni chiare sulla possibile riorganizzazione del servizio didattico e sulla gestione degli spazi scolastici.
Cosa dice la Legge 185/1990 in sintesi
Sebbene non disciplini direttamente lo sciopero, la Legge 185/1990 è citata esplicitamente come pilastro normativo per il controllo statale dell’esportazione, importazione e transito dei materiali di armamento. La norma stabilisce che tali operazioni debbano essere coerenti con la politica estera e di difesa, rispettando il principio costituzionale del ripudio della guerra.
L'USB richiama questa legge per sottolineare la propria opposizione al traffico di armi con paesi coinvolti in teatri di guerra o colpevoli di lesioni ai diritti umani. La citazione della Legge 185/1990 serve a dare una base giuridica e morale alla richiesta di embargo completo sulle armi e sui materiali "dual use" verso determinati stati, collegando la lotta sindacale alla tutela dei diritti umani fondamentali.
Contesto e precedenti
La mobilitazione del 30 ottobre 2026 non nasce nel vuoto, ma è il culmine di una serie di azioni di protesta che hanno caratterizzato il settore istruzione negli ultimi mesi. Già nel corso del 2025, l'Unione Sindacale di Base ha promosso la campagna "La Conoscenza Non Marcia", una raccolta firme popolare volta a vietare ogni tipo di collaborazione tra scuola, università e ricerca con il complesso militare-industriale.
Questa campagna ha denunciato la crescente presenza militare nelle scuole, dalle visite in caserme ai corsi di formazione tenuti da forze dell'ordine, interpretandole come una normalizzazione dell'apparato bellico. In precedenza, il sindacato ha già organizzato forme di sciopero mirate, come lo sciopero degli scrutini nelle scuole secondarie di II grado, per protestare contro le riforme che, secondo la linea USB, stanno smantellando il sistema di inclusione e riducendo le risorse alla scuola.
La protesta del 30 ottobre amplia queste rivendicazioni, unendo la lotta contro la "militarizzazione" a quella contro il caro vita e per il miglioramento delle condizioni lavorative del personale ATA, che lamenta stipendi bassi, mancanza di tutele e carichi di lavoro insostenibili. Sul piano territoriale, la Calabria vede diverse articolazioni della protesta. Oltre a Crotone, le attività sindacali USB sono documentate anche nelle province di Catanzaro, Vibo Valentia, Cosenza e Reggio Calabria, con una presenza specifica anche nella zona della Locride.
Cosa cambia per docenti, ATA e scuole
L'impatto dello sciopero del 30 ottobre 2026 richiederà una gestione operativa precisa da parte di dirigenti e segreterie. Poiché si tratta di uno sciopero generale, l'astensione è prevista per l'intera giornata lavorativa. Per il personale scolastico, ciò significa che il lavoratore non si reca a scuola e non partecipa alle riunioni pomeridiane, potendo legittimamente non rispondere alle richieste preventive del dirigente scolastico.
Le indicazioni pratiche per la gestione della giornata sono le seguenti:
- Informazione alle famiglie: Le scuole devono comunicare con anticipo (rispettando il preavviso di 5 giorni previsto dalla L. 146/90) la possibile sospensione delle lezioni e la gestione della mensa.
- Servizi minimi: Durante lo sciopero saranno garantiti i servizi minimi essenziali. Le istituzioni devono verificare i contingenti necessari per assicurare la vigilanza sui minori e la sicurezza degli edifici.
- Personale ATA: Il personale amministrativo, tecnico e ausiliario è esortato a unirsi alla protesta per rivendicare migliori salari e tutele contro i tagli all'organico e le condizioni climatiche estreme degli uffici.
- Studenti e famiglie: È fondamentale che i genitori verifichino la situazione specifica del proprio istituto prima di lasciare i figli a scuola, poiché l'accesso può essere consentito solo se garantita la presenza di personale per la vigilanza.
In sintesi, la giornata del 30 ottobre sarà caratterizzata da un'alta incertezza sull'erogazione dei servizi, rendendo necessaria una comunicazione costante e trasparente da parte dei plessi scolastici per evitare disagi agli studenti e garantire la sicurezza di tutti.
Le posizioni
L'Unione Sindacale di Base (USB) sostiene che lo sciopero non sia un danno alla scuola, ma una difesa della scuola pubblica contro l'indifferenza politica e il prelievo di risorse dai servizi essenziali. Il sindacato denuncia che i salari del personale ATA sono tra i più bassi dello Stato, con retribuzioni che a inizio carriera non raggiungono i 10 euro netti all'ora, e critica aspramente la mancanza di buoni pasto e le condizioni di lavoro precarie.
Parallelamente, la protesta si carica di una forte valenza etica: il sindacato accusa il governo di favorire un'economia e una cultura militarizzata a discapito del welfare. La richiesta di stop alla militarizzazione mira a proteggere la natura civile della scuola come fondamento di democrazia, opponendosi a progetti che vedono la ricerca e la didattica diventare satelliti dell'industria della morte e del riarmo europeo.
Le posizioni sindacali evidenziano inoltre una forte opposizione alle politiche di riarmo e di sostegno ai conflitti internazionali, chiedendo un embargo completo sulle armi e una redistribuzione della ricchezza che garantisca tutele reali per lavoratori e cittadini, contrastando il rialzo dei prezzi dei beni di prima necessità e dei prodotti energetici.
| Evento / Settore | Dettaglio Operativo |
|---|---|
| Data Sciopero Generale | 30 ottobre 2026 (Intera giornata) |
| Settore Ferroviario (USB) | Dalle ore 21:00 del 29/10 alle 20:59 del 30/10 |
| Settore Vigili del Fuoco | Turnisti (4 ore, 09:00-13:00); Orario giornaliero (prima ora) |
| Settore Sanità | Dall'inizio del primo turno alla fine dell'ultimo turno del 30/10 |
FAQs
Crotone, USB proclama sciopero generale il 30 ottobre 2026
Il documento non specifica modalità di sciopero dettagliate per il personale scolastico, indicando solo che eventuali articolazioni di categoria o territoriali saranno comunicate dalle rispettive organizzazioni. Viene tuttavia richiamato l'obbligo per le istituzioni di informare gli utenti sulle modalità di erogazione dei servizi e sulla loro riattivazione.
Durante lo sciopero generale sono garantiti i servizi minimi essenziali. Nello specifico per l'istruzione, la normativa prevede la continuità dei servizi per asili nido, scuole materne ed elementari, oltre allo svolgimento di scrutini finali ed esami.
La richiesta si inserisce nel contesto delle proteste contro i piani di riarmo e il sostegno a conflitti internazionali. Il sindacato chiede lo stop ai processi di militarizzazione che interessano gli ambienti di studio, la ricerca e le infrastrutture strategiche del Paese.
Il dossier non fornisce informazioni sulle articolazioni territoriali specifiche per il settore istruzione in Calabria. Per dettagli su eventuali varianti locali, è necessario attendere le comunicazioni delle singole articolazioni territoriali.
Le famiglie dovranno essere informate preventivamente dalle istituzioni scolastiche sulle modalità di erogazione del servizio e sulla sua eventuale riorganizzazione. La continuità didattica è assicurata principalmente per i livelli di istruzione primaria e per le attività di valutazione finale.