Il sindacato USB Scuola ha ufficializzato la proclamazione di uno sciopero generale per la giornata di venerdì 30 ottobre 2026, coinvolgendo l'intera platea dei lavoratori dell'istruzione. La mobilitazione, che vedrà protagonisti docenti, personale ATA, personale educativo e dirigenti scolastici, si inserisce in un quadro di forte tensione sociale e politica, unendo le istanze di rivendicazione economica alla necessità di garantire la sicurezza e la dignità dei luoghi di lavoro.
La protesta mira a inondare le piazze di tutta Italia per denunciare il progressivo impoverimento del personale scolastico, causato da un carovita che logora i salari e rende difficile la copertura delle spese di sussistenza. Oltre alle criticità salariali, la protesta di USB assume una connotazione politica e sociale molto marcata, ponendosi in netta opposizione alle politiche governative legate al finanziamento della filiera bellica e alla gestione dei servizi pubblici.
Il sindacato denuncia come la crescita dei prezzi dei carburanti, dell'energia e dei beni di prima necessità stia spingendo le famiglie e i lavoratori verso la soglia della povertà, mentre le risorse pubbliche vengono dirottate verso il riarmo. La giornata di 30 ottobre si configura quindi come un momento di resistenza collettiva contro la deriva repressiva e la precarietà strutturale che affligge il sistema scolastico nazionale.
Le rivendicazioni portate avanti dalla sigla sindacale sono molteplici e interconnesse: dalla richiesta di assunzioni stabili per i 250 mila precari che garantiscono il funzionamento quotidiano delle scuole, fino alla contestazione dei progetti di dimensionamento degli istituti. USB esprime una ferma opposizione ai tagli del personale ATA e alla creazione di istituzioni scolastiche "monstre", che porterebbero a una gestione burocratica inefficiente e a una riduzione della sicurezza negli edifici. La mobilitazione chiede inoltre lo stop alla formazione scuola-lavoro, percepita come una sottrazione di tempo allo studio e un addestramento sfruttato in assenza di garanzie per gli studenti.
Cosa dice la Legge n. 1004 in sintesi
Il disegno di legge 1004, attualmente oggetto di discussione parlamentare, si concentra sulle disposizioni per il contrasto all’antisemitismo e sull'adozione di una definizione operativa specifica. Il testo prevede l'istituzione di un Coordinatore nazionale presso la Presidenza del Consiglio dei ministri, incaricato di predisporre e aggiornare la Strategia nazionale per la lotta contro l’antisemitismo.
Tale figura presiederebbe un Gruppo tecnico di lavoro composto da rappresentanti di diversi ministeri (Interno, Esteri, Giustizia, Istruzione, Università, Cultura), autorità politiche e rappresentanti del mondo scolastico e universitario. Sebbene il sindacato USB critichi il provvedimento per il rischio di trasformare una definizione giuridicamente non vincolante in una norma che potrebbe limitare il diritto di critica, il testo stabilisce chiaramente che la partecipazione alle attività del Gruppo tecnico di lavoro non prevede compensi o gettoni di presenza, salvo il rimborso delle spese di missione.
L'obiettivo dichiarato è la creazione di una strategia triennale di monitoraggio e formazione, che include anche attività didattiche, ma la normativa non si occupa direttamente del dimensionamento scolastico, tema invece centrale nelle proteste sindacali. Puoi consultare il testo della Legge n. 1004 presso il sito della Camera dei Deputati.
Contesto e precedenti
La mobilitazione del 30 ottobre non nasce in un vuoto normativo, ma si inserisce in un percorso di agitazione sindacale che ha visto diverse tappe negli ultimi anni. Già nel 2025, USB aveva promosso scioperi brevi per contestare la riforma degli istituti tecnici, utilizzando le modalità previste dagli accordi ARAN per le fasce di garanzia. Il precedente del 3 ottobre 2025 ha confermato la tendenza del sindacato a coordinarsi con altre sigle per la difesa dei diritti dei lavoratori pubblici, mentre la recente audizione della VII Commissione del Senato ha messo in luce la volontà di USB di ottenere l'abrogazione di parti specifiche del Decreto Scuola (D.L. 170/2026).
Parallelamente, il settore scolastico sta affrontando una serie di provvedimenti tecnici che hanno generato forti resistenze. In Emilia Romagna, ad esempio, la pubblicazione di un decreto del Commissario ad acta sul dimensionamento ha scatenato la protesta delle sigle regionali per il taglio di 17 autonomi scolastiche, accusate di creare istituti "monstre" e di sottoporre il personale ATA a pressioni eccessive. Similmente, in Sardegna, i sindacati hanno denunciato un piano di tagli che ha colpito duramente le zone di Nuoro e Ogliastra, definendo tali scelte come una "zona di sacrificio" per far quadrare i bilanci ministeriali a scapito del diritto allo studio.
Un altro punto di frizione rilevante riguarda il Decreto Valditara, criticato per la sua visione della scuola come luogo di sanzione anziché di integrazione. Le organizzazioni sindacali hanno evidenziato come l'imposizione di obblighi linguistici per i genitori stranieri possa trasformarsi in uno stigma, specialmente in assenza di politiche concrete di conciliazione famiglia-lavoro e di supporto strutturale ai CPIA (Centri Provinciali per l'Istruzione degli Adulti), che restano attualmente sottodimensionati e privi di stabilità.
Cosa cambia per docenti, ATA e scuole
Per il personale scolastico, lo sciopero del 30 ottobre comporterà una astensione dal lavoro per l'intera giornata, con diverse implicazioni operative. Sebbene non siano state indicate fasce di garanzia specifiche nel comunicato USB, la normativa generale e gli accordi ARAN del 2 dicembre 2020 prevedono che, in caso di sciopero nazionale, restino garantite le prestazioni indispensabili. Queste includono tipicamente le attività di scrutinio, esami finali, refezione, igiene e il funzionamento essenziale degli edifici scolastici.
Dal punto di vista gestionale, la scuola dovrà affrontare una giornata di interruzione dei servizi ordinari. Le segreterie dovranno gestire le comunicazioni verso le famiglie e gli studenti, che potrebbero risentire anche di disagi nei trasporti pubblici, dato che lo sciopero USB interessa anche il comparto ferroviario con una fascia che inizia già la sera precedente (29 ottobre dalle 21:00). Per gli studenti, la partecipazione alla protesta è incoraggiata dal sindacato, ma la mancanza di dettagli pratici sulle modalità di organizzazione lascia spazio a una gestione autonoma delle singole comunità scolastiche.
Le principali criticità operative per i dirigenti scolastici riguardano:
- La gestione della sicurezza negli edifici, che USB contesta come precaria, richiedendo interventi strutturali e non solo procedurali.
- La necessità di monitorare il rischio microclima e gli altri rischi previsti dal DVR, che devono essere gestiti in coordinamento con RSPP e medici competenti.
- La gestione dei progetti di dimensionamento, che richiedono un confronto reale con le realtà territoriali per evitare l'accorpamento di plessi distanti e la creazione di strutture burocraticamente ingestibili.
- L'applicazione dei nuovi criteri del Decreto Scuola, inclusi i tetti percentuali per gli alunni stranieri e le nuove regole sui PEI, che richiedono una costante attenzione normativa.
In sintesi, mentre lo sciopero rappresenta un momento di fermo operativo per rivendicare diritti salariali e strutturali, la scuola dovrà comunque garantire i servizi minimi essenziali, navigando tra le richieste di stabilità del personale e le pressioni per la riduzione degli organici.
Le posizioni
Il sindacato USB Scuola mantiene una linea di forte opposizione al governo, definendo le politiche attuali come "repressive" e "classiste". La loro posizione è chiara: la scuola non può essere gestita come un ordine pubblico o un luogo di controllo delle famiglie, ma deve essere difesa come bene comune. USB contesta duramente il Decreto Valditara, sostenendo che l'inclusione non possa essere imposta per decreto ma debba nascere da ponti di fiducia e risorse adeguate. Inoltre, il sindacato si oppone fermamente alla definizione IHRA nel DDL 1004, temendo che possa diventare uno strumento di autocensura per il diritto di critica politica.
Le altre sigle sindacali citate nel contesto delle proteste (come FLC-CGIL, CISL Scuola, UIL Scuola RUA) hanno mostrato posizioni più sfumate, spesso accettando l'impianto legislativo di alcuni decreti pur proponendo modifiche specifiche. Tuttavia, la convergenza sulla lotta al carovita e sulla difesa della sicurezza scolastica crea un fronte comune nelle piazze. Le organizzazioni sindacali concordano sul fatto che il personale ATA sia vittima di mansioni crescenti e salari che non coprono le spese di sussistenza, portando la richiesta di stabilizzazione dei precari al centro del dibattito nazionale.
| Evento / Tema | Dettaglio / Data |
|---|---|
| Sciopero Generale USB | 30 ottobre 2026 (intera giornata) |
| Inizio sciopero ferroviario | 29 ottobre 2026, ore 21:00 |
| Tetto alunni stranieri | 30% (dal 2027/28 nelle classi prime) |
| Precarietà scuola | 250.000 lavoratori da stabilizzare |
FAQs
USB Scuola indice sciopero generale il 30 ottobre
Per lo sciopero dell'intera giornata del 30 ottobre non è prevista una fascia generale (come la classica 8-14). Restano invece garantite le prestazioni indispensabili e i contingenti individuati nel protocollo d'istituto, inclusi scrutini, esami finali, refezione, igiene e funzionamento degli edifici.
Il sindacato definisce il decreto Valditara come un provvedimento che promuove una scuola "razzista e marginalizzante". La protesta si oppone a tale normativa nel contesto delle rivendicazioni contro le politiche governative attuali.
Il disegno di legge 1004 riguarda il contrasto all'antisemitismo e l'adozione della definizione operativa IHRA. Prevede la creazione di una Strategia nazionale triennale, un coordinatore presso la Presidenza del Consiglio e attività di monitoraggio e formazione per docenti.
Il sindacato esprime opposizione ai progetti di dimensionamento degli istituti e ai tagli al personale ATA previsti. Tali richieste sono inserite nel piano di protesta per la tutela della qualità e della sicurezza della scuola pubblica.
Le misure includono piani pluriennali di investimento per la verifica degli edifici e delle strutture sportive, oltre a interventi strutturali e organizzativi. Per il rischio microclima, il dirigente deve inserire il rischio nel DVR coinvolgendo RSPP, medico competente e RLS.