Bambini in classe con palloncini colorati, in un'aula decorata per l'inizio dell'anno scolastico, con zaini e materiale didattico sui banchi.

Tetto agli alunni stranieri in classe: il nuovo decreto per il limite del 30% nelle scuole primarie e medie

6 min di lettura

Indice Contenuti

Pubblicato il: 24 settembre 2026

Il Governo italiano, sotto la spinta della premier Giorgia Meloni, ha avviato l'iter per un decreto legge volto a imporre un tetto massimo del 30% agli studenti stranieri che non parlano adeguatamente la lingua italiana nelle classi della scuola primaria e della secondaria di primo grado. L'obiettivo dichiarato è garantire la qualità della didattica e favorire una reale integrazione, evitando che i bambini italiani si sentano "minoranze" nei propri contesti scolastici.

La misura mira a contrastare il fenomeno della cosiddetta "fuga dei bianchi", ovvero l'abbandono delle scuole ad alta densità migratoria da parte delle famiglie italiane. Oltre al limite percentuale, il provvedimento introduce il divieto formale di indossare burqa e niqab all'interno delle aule, cercando di bilanciare la presenza multiculturale con il rispetto del diritto allo studio e della funzionalità didattica.

Il decreto trasforma in norma cogente quanto precedentemente previsto da una circolare amministrativa del 2010 (Ministra Gelmini), dotando il sistema di un obbligo di legge per una distribuzione più equilibrata degli studenti. Il ministro dell'Istruzione, Giuseppe Valditara, ha sottolineato che la norma è puramente linguistica e non è "contro qualcuno", ma mira a prevenire la creazione di "ghetti" linguistici e a garantire il diritto allo studio in un ambiente funzionale.

Il quadro normativo e i criteri di applicazione del limite

Il decreto legge stabilisce criteri precisi per determinare quali studenti rientrano nel tetto del 30%, focalizzandosi sulla competenza linguistica piuttosto che sulla sola cittadinanza. Pertanto, non saranno soggetti al limite gli alunni che possiedono già una solida padronanza dell'italiano acquisita attraverso percorsi formativi precedenti.

Nello specifico, sono esclusi dal conteggio del tetto:

  • I minori nati all'estero che hanno frequentato almeno due anni di scuola dell'infanzia in Italia;
  • Gli studenti che hanno completato con successo un triennio di scuola elementare, media o superiore sul territorio nazionale;
  • Gli studenti nati in Italia e residenti nel Paese fino all'inizio del percorso scolastico.

Sebbene in Italia si stimino circa 34.000 classi con oltre il 30% di studenti stranieri, la nuova normativa avrà un impatto mirato su una frazione specifica, stimata in circa 1.000 classi, poiché basata sul criterio linguistico. Per sostenere questo passaggio, il Governo ha stanziato oltre 14 milioni di euro per il potenziamento dell'insegnamento della lingua italiana nelle classi composite.

Contesto politico e reazioni istituzionali

La genesi della norma è stata caratterizzata da un intenso confronto tra Palazzo Chigi, il Ministero dell'Istruzione e il Quirinale. Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha espresso una posizione cauta, ricordando che l'articolo 34 della Costituzione definisce la scuola come "aperta a tutti" e chiamata a produrre coesione sociale. Il Capo dello Stato ha invitato il Governo a ponderare i cambiamenti per non stressare il sistema scolastico, citando la necessità di evitare sdoppiamenti di classe senza spazi adeguati.

Da parte dell'Associazione Nazionale dei Presidi (ANP), il presidente Antonello Giannelli ha richiesto che la legge approvata dal Parlamento includa fondi certi e stabili per rafforzare l'organico dei docenti, oltre ai 14 milioni già citati. Le opposizioni hanno, invece, sollevato dubbi sulla legittimità del ricorso alla decretazione d'urgenza per una norma che entrerà in vigore solo nel prossimo anno scolastico.

Aspetto Dettaglio
Soglia massima 30% di alunni stranieri non italofoni
Target scolastico Scuola primaria e secondaria di primo grado
Esclusioni Studenti con 2 anni di infanzia o triennio completato in Italia
Finanziamenti Oltre 14 milioni di euro per potenziamento lingua italiana
Divieti specifici Divieto di indossare burqa e niqab in aula

Impatto operativo per la comunità scolastica

L'attuazione della norma comporterà cambiamenti significativi per diversi attori del sistema scolastico. Per le segreterie scolastiche, il compito principale sarà la verifica meticolosa dei percorsi scolastici pregressi degli studenti stranieri per determinare correttamente la loro posizione rispetto al tetto del 30%. Questo richiederà un coordinamento costante con gli uffici scolastici provinciali, che avranno il compito di gestire la distribuzione degli studenti nelle "scuole di vicinato".

I dirigenti scolastici dovranno affrontare la sfida logistica della ridistribuzione, potendo ricorrere a deroghe solo in casi di comprovata impossibilità tecnica di spostamento. Per i docenti, la novità si traduce in strumenti e risorse dedicate al potenziamento linguistico, mirati a supportare gli studenti in situazioni di criticità comunicativa. Per le famiglie, oltre alla gestione dei nuovi criteri di iscrizione, viene introdotto il divieto formale di indossare burqa e niqab, con il rischio di possibili conseguenze amministrative, come la revoca della potestà, in caso di inadempienza.

Le scadenze per l'implementazione sono già delineate: l'applicazione sarà immediata per le immatricolazioni tardive e gli inserimenti in corso d'anno. La piena entrata in vigore strutturale per tutte le nuove iscrizioni è prevista per l'anno scolastico 2027/2028.

Cosa cambia concretamente per i soggetti coinvolti
  • Segreterie: Obbligo di verifica dei certificati di frequenza pregressi per la classificazione linguistica.
  • Dirigenti: Coordinamento con gli uffici provinciali per la distribuzione geografica e gestione delle eventuali deroghe.
  • Docenti: Accesso a nuovi fondi e materiali per il potenziamento dell'italiano come lingua di integrazione.
  • Famiglie: Rispetto del divieto di abbigliamento religioso specifico (burqa/niqab) e monitoraggio dei criteri di inserimento.

Rimangono tuttavia alcuni punti non ancora chiariti nel testo della bozza, come la quantità esatta delle deroghe concesse in caso di saturazione degli spazi e i dettagli sui programmi pratici per l'insegnamento dell'italiano ai genitori degli alunni stranieri. L'applicazione della norma è prevista per l'anno scolastico 2027/2028, con effetti immediati sulle iscrizioni straordinarie.

FAQs
Tetto agli alunni stranieri in classe: il nuovo decreto per il limite del 30% nelle scuole primarie e medie

Quali studenti sono inclusi nel limite del 30% e quali ne sono esclusi?+

Il tetto riguarda esclusivamente gli alunni stranieri che non parlano adeguatamente la lingua italiana. Sono invece esclusi dal conteggio i minori nati all'estero che hanno frequentato almeno due anni di scuola dell'infanzia in Italia, chi ha completato un triennio di scuola in Italia e gli studenti nati in Italia e residenti nel Paese fino all'inizio del percorso scolastico.

Quando entrerà in vigore la nuova normativa sulle classi?+

La misura avrà un'applicazione immediata per le immatricolazioni tardive e i nuovi inserimenti a lezione iniziata nell'anno scolastico 2026/2027. La piena entrata in vigore strutturale per la formazione delle sezioni d'ingresso è prevista invece per l'anno scolastico 2027/2028.

Cosa accade se una scuola non riesce a rispettare la quota del 30%?+

Gli uffici scolastici provinciali coordineranno la distribuzione degli studenti nelle "scuole di vicinato" per bilanciare le classi. In caso di impossibilità tecnica dovuta a vincoli geografici o logistici, il Ministero prevede la possibilità di ricorrere a deroghe specifiche o al potenziamento dell'insegnamento della lingua italiana.

Quali sono le implicazioni pratiche per le famiglie e le scuole?+

Le segreterie dovranno verificare i percorsi scolastici pregressi per classificare correttamente gli studenti, mentre i dirigenti dovranno gestire la distribuzione territoriale. Per le famiglie, oltre alla nuova gestione delle classi, viene introdotto il divieto formale di indossare burqa e niqab nelle aule, con possibili conseguenze legali in caso di inadempienza.

Fonti consultate

Redazione Orizzonte Insegnanti
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