Facciata di una chiesa romanica illuminata di notte con un grande rosone e un edificio giallo adiacente con negozi al piano terra

Scuola in ascolto in Lombardia: le scadenze e le regole per il nuovo servizio psico-pedagogico 2026-2029

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Il sistema scolastico lombardo si prepara a un importante salto di qualità nella gestione del benessere psicologico e pedagogico attraverso il progetto regionale "Scuola in ascolto". Entro le ore 17:00 del 2 ottobre 2026, scadrà il termine per la presentazione delle manifestazioni d’interesse necessarie a definire la struttura di questo servizio, che coprirà il triennio 2026-2029. L'iniziativa mira alla creazione di spazi dedicati di consulenza e formazione, pensati per offrire un supporto concreto a studenti, famiglie e personale scolastico, integrando le azioni già avviate sul territorio.

L'intervento si fonda su un solido impianto normativo, tra cui la Legge Regionale n. 16/2021, che ha modificato la normativa vigente sul sistema di istruzione e formazione della Regione Lombardia. Attraverso il Protocollo d'Intesa sottoscritto il 12 giugno 2026 tra la Regione e l'Ufficio Scolastico Regionale, si mira a consolidare una rete di assistenza che non sia solo un presidio di emergenza, ma un percorso strutturato di prevenzione e accompagnamento. Il progetto prevede il coinvolgimento attivo di psicologi e pedagogisti professionisti, lavorando in sinergia con i servizi territoriali e le ATS di riferimento per contrastare il disagio scolastico e promuovere la convivenza civile.

Il quadro normativo e la struttura delle reti territoriali

La genesi del servizio è legata alla DGR n. 6277 del 8 giugno 2026, atto che ha approvato le modalità e i criteri per la creazione degli spazi di consulenza. Questo percorso non è isolato, ma si inserisce in una serie di accordi nazionali, tra cui i protocolli tra il Ministero dell'Istruzione e il Consiglio Nazionale Ordine Psicologi (CNOP), nonché gli accordi con le associazioni di categoria dei pedagogisti e degli educatori. L'obiettivo è quello di garantire che gli spazi "Scuola in ascolto" rispondano a standard qualitativi elevati, unendo la competenza professionale alla realtà specifica delle comunità educative.

Per la realizzazione del servizio, la Regione ha previsto una dotazione finanziaria complessiva di 3.738.000 euro. Questi fondi sono destinati al finanziamento di 52 reti territoriali distribuite su tutto il territorio regionale. La struttura del bando prevede una distinzione netta tra le tipologie di istituzioni coinvolte: le reti paritarie devono comprendere almeno 12 istituzioni e un bacino di 1.500 studenti, mentre per le reti di Istruzione e Formazione Professionale (IeFP) il requisito minimo è fissato a 5 istituzioni e 1.500 studenti. Questa organizzazione a rete è fondamentale per garantire una copertura capillare e una gestione condivisa delle risorse.

Un aspetto operativo rilevante riguarda la figura della Scuola capofila, identificata come l'istituzione responsabile del coordinamento della rete, della gestione della rendicontazione annuale e della supervisione dei servizi. Parallelamente, è stata individuata la figura della "Scuola cassiera", affidata all'Istituto Tecnico Industriale Guglielmo Marconi di Dalmine (BG), che si occuperà della gestione contabile e amministrativa regionale, ricevendo un compenso di 3.016 euro annui per il triennio.

Criteri di finanziamento e voci di spesa ammissibili

Il bando definisce con precisione le caratteristiche dell'agevolazione, distinguendo chiaramente le voci di spesa che possono essere rendicontate. Il focus principale è il costo del personale esterno, che deve essere calcolato su una base di 40,00 euro/ora lordi. Questo garantisce che l'intervento sia affidato a professionisti qualificati, capaci di gestire la complessità delle richieste psicologiche e pedagogiche che il personale scolastico interno potrebbe non avere il tempo o gli strumenti per affrontare in modo sistematico.

Oltre al personale, il progetto prevede fondi specifici per le azioni di sensibilizzazione, con un tetto massimo di 2.000 euro annui, e per i costi gestionali e strutturali, che possono arrivare fino a 1.250 euro annui (limite applicabile esclusivamente alle istituzioni paritarie e IeFP). È fondamentale che le scuole capofila pianifichino accuratamente queste voci, poiché la rendicontazione dovrà seguire un piano dei conti rigoroso, come previsto dal Decreto d.u.o. n. 9823 del 21 luglio 2026.

Per quanto riguarda la selezione dei professionisti, il bando richiede che le modalità di scelta siano trasparenti e coerenti con gli obiettivi del Protocollo d'Intesa. Il servizio non deve limitarsi a un intervento puntuale, ma deve essere strutturato per offrire supporto costante. In questo senso, il coinvolgimento delle ATS e dei servizi territoriali è considerato un requisito essenziale per garantire la continuità delle cure e degli interventi pedagogici, evitando che la scuola diventi un isolotto di assistenza privo di collegamenti con la sanità e il sociale.

Cosa cambia concretamente per le scuole e il personale

Per i docenti e il personale ATA, l'attivazione degli spazi "Scuola in ascolto" significa avere a disposizione un supporto professionale diretto per gestire le situazioni di disagio più critiche. Non si tratta di sostituire il lavoro educativo della scuola, ma di affiancare ai docenti figure esperte che possano intervenire in casi di fragilità psicologica, bullismo, difficoltà relazionali gravi o problemi di apprendimento che richiedono un approccio specialistico. Questo riduce il carico di stress sul personale scolastico e garantisce agli studenti un percorso di tutela più efficace.

Per le dirigenti scolastici e le segreterie, la partecipazione al bando comporta responsabilità amministrative specifiche. Le scuole capofila dovranno gestire la rendicontazione annuale e coordinare le diverse istituzioni della rete. È necessario monitorare costantemente il raggiungimento degli obiettivi e la corretta gestione dei fondi, assicurandosi che le spese siano coerenti con le linee guida pubblicate dopo la fase di istruttoria. La gestione della piattaforma Bandi e Servizi e il rispetto delle scadenze per il caricamento delle relazioni saranno i pilastri del lavoro amministrativo.

Per le famiglie e gli studenti, il cambiamento principale risiede nell'accessibilità a servizi di consulenza e formazione di alta qualità. Gli studenti potranno beneficiare di percorsi di ascolto e orientamento, mentre le famiglie avranno uno spazio di confronto con pedagogisti e psicologi per affrontare le sfide della crescita dei figli in un contesto scolastico protetto. L'obiettivo finale è la creazione di una comunità educativa più consapevole e resiliente, dove il benessere psicologico è considerato parte integrante dell'offerta formativa.

AspettoDettaglio
Scadenza finale domanda2 ottobre 2026, ore 17:00
Dotazione finanziaria totale3.738.000 euro (triennio 2026-2029)
Reti territoriali finanziate52 reti distribuite in Lombardia
Costo personale esterno40,00 euro/ora lordi
Requisiti reti paritarieMinimo 12 istituzioni e 1.500 studenti
Requisiti reti IeFPMinimo 5 istituzioni e 1.500 studenti
Scadenza rendicontazione annuale15 ottobre di ogni anno
Cronologia e prossimi passi operativi

Il percorso per l'attivazione del servizio segue una tabella di marcia rigorosa. Dopo la chiusura delle domande sulla piattaforma Bandi e Servizi della Regione Lombardia, la Fase 2 prevede l'istruttoria delle domande e la successiva pubblicazione degli elenchi delle reti ammesse. Solo a questo punto verranno diffuse le linee guida specifiche per la rendicontazione, attualmente non ancora disponibili nel testo dell'avviso.

Le scuole che intendono partecipare devono monitorare attentamente le comunicazioni ufficiali per la pubblicazione degli esiti dell'istruttoria. Una volta ottenuta l'ammissione, la scuola capofila dovrà procedere alla definizione del piano operativo e alla selezione dei professionisti, assicurandosi che ogni azione sia coerente con gli obiettivi di prevenzione e supporto previsti dal Protocollo d'Intesa. La relazione finale di chiusura del progetto dovrà essere presentata entro il 15 ottobre 2029.

Note tecniche e limiti della ricerca

Al momento della redazione, non sono ancora disponibili i criteri di valutazione qualitativa dettagliati per la selezione delle reti, poiché la procedura è di tipo a sportello. Inoltre, le linee guida per la rendicontazione della Fase 2 saranno pubblicate esclusivamente dopo l'approvazione dei decreti di ammissione, rendendo impossibile definire con precisione assoluta le modalità di rendicontazione dei costi gestionali prima della conclusione dell'istruttoria.

FAQs
Scuola in ascolto in Lombardia: le scadenze e le regole per il nuovo servizio psico-pedagogico 2026-2029

Qual è la scadenza per presentare la domanda per il progetto "Scuola in ascolto"?+

Il termine ultimo per l'invio delle manifestazioni d'interesse è fissato per il 2 ottobre 2026 alle ore 17:00. Le domande devono essere trasmesse esclusivamente online tramite la piattaforma regionale "Bandi e Servizi".

Chi può partecipare alla creazione delle reti territoriali?+

Possono partecipare istituzioni scolastiche statali, paritarie o di Istruzione e Formazione Professionale (IeFP). Per le reti paritarie sono richiesti almeno 12 istituzioni e 1500 studenti, mentre per le reti IeFP il minimo è di 5 istituzioni e 1500 studenti.

Quali sono le principali spese ammissibili per il servizio psico-pedagogico?+

Il finanziamento copre i costi del personale esterno professionale (calcolati su 40,00 euro lordi/ora) e le azioni di sensibilizzazione fino a 2.000 euro annui. Sono previsti inoltre costi gestionali e strutturali fino a 1.250 euro annui, limitatamente alle reti paritarie e IeFP.

Qual è il ruolo della "Scuola cassiera" nel progetto regionale?+

L'Istituto Tecnico Industriale Guglielmo Marconi di Dalmine (BG) è designato come scuola cassiera per la gestione contabile e amministrativa regionale. L'istituto riceve un compenso annuo di 3.016 euro per svolgere queste funzioni di coordinamento economico per il triennio 2026-2029.

Fonti consultate

Redazione Orizzonte Insegnanti
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