Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Puglia, con la sentenza n. 1149/2026 della Sezione Prima, ha pronunciato una decisione significativa riguardante la gestione delle prove nei concorsi per l'accesso ai ruoli del personale docente. Il provvedimento riguarda una candidata portatrice di disturbo specifico dell'apprendimento (DSA), nello specifico dislessia, che aveva impugnato l'esito del colloquio orale e della prova pratica relativi al concorso per la scuola secondaria di I grado nella regione Puglia.
La sentenza si focalizza sulla gestione delle misure di accomodamento ragionevole e sulla valutazione delle competenze disciplinari in presenza di disabilità certificate. La vicenda legale ha avuto origine dalla contestazione della candidata nei confronti della comunicazione del 2 luglio 2025, che notificava un punteggio di 56/100 per il colloquio orale e di 84/100 per la prova pratica. La ricorrente sosteneva che la Commissione giudicatrice non avesse tenuto conto delle sue condizioni di invalidità civile (con riduzione della capacità lavorativa del 74%) e delle specifiche necessità legate alla dislessia, portando a una valutazione che, a suo avviso, non rifletteva le reali competenze didattiche.
Nonostante il percorso giudiziario abbia visto un iniziale rigetto della domanda cautelare da parte del TAR Puglia e un successivo accoglimento dell'appello cautelare da parte del Consiglio di Stato, la vicenda ha assunto una piega processuale complessa. Il cuore della controversia risiede nell'approccio valutativo adottato dai Commissari durante la prova pratica, consistente nell'elaborazione di un progetto artistico. La candidata aveva prodotto una prima stesura della relazione descrittiva, che la Commissione aveva criticato per la presenza di cancellature ed errori ortografici, suggerendole di riscriverla interamente.
La ricorrente aveva poi presentato una seconda versione, che tuttavia conteneva inevitabilmente gli stessi errori grammaticali e ortografici, essendo questi direttamente connessi alla sua condizione certificata di disturbo. La sentenza evidenzia come i disturbi del linguaggio non vengano "risolti" dalla semplice riscrittura, ma richiedano strumenti compensativi adeguati e una consapevolezza da parte della Commissione che tali errori siano parte integrante della patologia.
Cosa dice la Legge 104/1992 in sintesi
La normativa di riferimento per la tutela della dignità e dei diritti delle persone con disabilità è la Legge 104/1992. L'articolo 1 della citata norma stabilisce i principi fondamentali su cui si fonda l'integrazione della persona handicappata nella società. La Repubblica garantisce il pieno rispetto della dignità umana e dei diritti di libertà e di autonomia, promuovendo l'integrazione nella famiglia, nella scuola, nel lavoro e nella società.
Il testo normativo prevede inoltre che lo Stato debba prevenire e rimuovere le condizioni invalidanti che impediscono lo sviluppo della persona umana e il raggiungimento della massima autonomia possibile. Questo si traduce in un obbligo di tutela giuridica ed economica e nella predisposizione di interventi volti a superare gli stati di emarginazione e di esclusione sociale. Nel contesto dei concorsi pubblici, tali principi si riflettono nella necessità di garantire l'accesso ai diritti civili e professionali attraverso l'eliminazione delle barriere che impediscono la partecipazione alla vita della collettività.
Cosa dice il D.L. 73/2021 (art. 59, comma 10) in sintesi
Il Decreto-Legge 73/2021, convertito con modificazioni dalla Legge 106/2021, introduce misure straordinarie per la tempestiva nomina dei docenti di posto comune e di sostegno. L'articolo 59 disciplina le procedure semplificate e le quote destinate alle diverse tipologie di immissione in ruolo.
In particolare, la norma definisce i criteri per l'integrazione delle graduatorie e le modalità di assegnazione dei posti vacanti. Sebbene il testo letto si concentri sulle quote e sulle procedure di formazione iniziale, esso rappresenta il quadro normativo che regola l'accesso ai ruoli del personale docente. La normativa mira a garantire che le procedure concorsuali siano efficienti, pur nel rispetto dei requisiti di idoneità e delle misure di supporto previste per i candidati che presentano condizioni di disabilità, assicurando che il percorso di selezione non diventi un ostacolo insormontabile per i soggetti con diritti garantiti.
Cosa dice la Legge 106/2021 in sintesi
La Legge 106/2021 rappresenta il pilastro della conversione del decreto-legge 73/2021 e introduce importanti novità strutturali. L'articolo 7 della legge si inserisce nel solco delle disposizioni volte a semplificare le procedure concorsuali e a garantire la tempestività delle nomine, specialmente per i docenti di sostegno e di posto comune.
La legge mira a rendere più fluido il passaggio dalla selezione all'immissione in ruolo, definendo i criteri di valutazione e le modalità di gestione delle graduatorie regionali. Nel caso specifico della ricorrente, la legge 106/2021 fornisce il contesto normativo entro cui l'Amministrazione scolastica deve operare, bilanciando la necessità di selezione del personale con il dovere di accomodamento ragionevole. Essa assicura che le procedure di selezione siano trasparenti e che i candidati con disabilità possano essere valutati in condizioni di parità effettiva rispetto agli altri partecipanti.
Cosa dice il D.L. 45/2025 (art. 2, comma 1) in sintesi
Il Decreto-Legge 45/2025, convertito con modificazioni dalla Legge 79/2025, introduce disposizioni urgenti per l'attuazione della riforma del sistema di reclutamento dei docenti. L'articolo 2, comma 1, modifica l'articolo 59 del D.L. 73/2021 aggiungendo periodi relativi all'integrazione delle graduatorie per il raggiungimento dei target della Missione 4 del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR).
La norma prevede che, prioritariamente rispetto all'utilizzo delle graduatorie esistenti, vengano considerati i candidati idonei che hanno raggiunto o superato il punteggio minimo per il superamento della prova orale. Questa integrazione è prevista per un triennio a decorrere dall'anno della pubblicazione e mira a coprire fino al 30% dei posti messi a concorso. La legge specifica inoltre che i docenti che hanno conseguito il punteggio minimo in concorsi banditi a decorrere dal 2020 possono essere inseriti in un elenco regionale, aggiornabile annualmente, per essere attinti in caso di esaurimento delle graduatorie ordinarie.
Cosa dice la Legge 79/2025 in sintesi
La Legge 79/2025, che converte il D.L. 45/2025, definisce le modalità di attuazione della riforma del reclutamento. Sebbene l'articolo 22-ter si occupi di incarichi di ricerca e innovazione, la legge nel suo complesso fornisce il quadro di riferimento per la gestione dei percorsi di abilitazione e di inserimento nel sistema scolastico.
La normativa stabilisce criteri di compatibilità per i diversi tipi di rapporto lavorativo e di ricerca, garantendo che i percorsi di formazione e di inserimento siano coerenti con le esigenze del sistema educativo. Per i candidati con DSA, la Legge 79/2025 conferma l'orientamento legislativo verso una maggiore inclusività, assicurando che le procedure di reclutamento siano conformi ai principi di equità e accessibilità, eliminando le discriminazioni basate su condizioni fisiche o psichiche documentate.
Contesto e precedenti
La giurisprudenza amministrativa ha spesso affrontato il tema della carenza di interesse come causa di improcedibilità del ricorso. Un precedente rilevante è la sentenza del TAR Lombardia n. 3805 del 20.07.2026, in cui è stato dichiarato improcedibile il ricorso di un genitore contro la non ammissione di un alunno alla classe successiva. In quel caso, il difensore della parte ricorrente aveva dichiarato espressamente che era venuto meno l'interesse alla definizione nel merito del ricorso a seguito dell'avviso di fissazione dell'udienza.
Il principio giuridico sottostante è che, se la decisione del giudice non può più produrre effetti pratici o utili per la parte che ricorre, il processo deve essere interrotto per evitare decisioni su questioni divenute prive di oggetto. Nel caso della docente con dislessia, la dichiaratoria di improcedibilità non deriva da una valutazione di infondatezza delle censure, ma dalla sopravvenuta mancanza di utilità del giudizio di merito. Questo meccanismo processuale serve a snellire il carico dei tribunali, evitando che si proceda su controversie che la stessa parte interessata non intende più perseguire o che sono state risolte da fatti successivi.
Cosa cambia per docenti, ATA e scuole
La sentenza del TAR Puglia e il quadro normativo circoscritto offrono indicazioni cruciali per la gestione dei concorsi e delle procedure di selezione. Per i candidati con DSA, la decisione ribadisce l'importanza della documentazione sanitaria preventiva: la candidata aveva correttamente prodotto verbali INPS e certificazioni di invalidità prima delle prove, ottenendo per la prova scritta i tempi aggiuntivi necessari. Tuttavia, la vicenda evidenzia una criticità operativa: la necessità di una formazione specifica delle Commissioni per riconoscere che gli errori ortografici non sono "difetti" da correggere, ma sintomi della patologia.
Per le scuole e gli Uffici Scolastici Regionali (USR), la sentenza sottolinea l'obbligo di garantire un clima di prova non ostile. I Commissari, nel caso in esame, avevano contribuito ad accentuare lo stato di ansia della candidata, correggendola sulla pronuncia di termini e insistendo su dettagli storici che non tenevano conto delle sue difficoltà di fluidità. Le segreterie scolastiche e gli uffici regionali devono assicurarsi che le misure di accomodamento ragionevole siano non solo previste sulla carta, ma effettivamente applicate durante ogni fase della prova, inclusa la valutazione della relazione descrittiva.
In sintesi, per i docenti e il personale ATA che partecipano a concorsi, è fondamentale:
- Verificare la corretta ricezione della documentazione sanitaria da parte dell'Amministrazione prima dell'inizio delle prove.
- Richiedere esplicitamente, tramite PEC, ogni supporto previsto dalla normativa per le persone con disabilità (L. 104/1992).
- Essere consapevoli che, in caso di ricorso, la sopravvenuta carenza di interesse può portare alla chiusura immediata del procedimento senza un giudizio di merito sulle censure.
- Monitorare l'applicazione delle quote di integrazione previste dal D.L. 45/2025 per i candidati idonei che hanno superato il punteggio minimo della prova orale.
La graduatoria di merito approvata l'11 luglio 2025 rimane il punto di riferimento attuale, ma la sentenza chiarisce che la gestione delle prove deve essere rigorosamente conforme ai criteri di accessibilità. La mancanza di un'adeguata valutazione delle competenze, condizionata dalla patologia del candidato, può portare a contestazioni legali che, sebbene possano concludersi con dichiarazioni di improcedibilità, evidenziano la fragilità del sistema di valutazione attuale.
Le posizioni
Sebbene il dossier non riporti dichiarazioni dirette di sindacati o associazioni nel contesto specifico di questa sentenza, la giurisprudenza del TAR Puglia riflette una tensione costante tra le richieste di maggiore tutela per i candidati con disabilità e la necessità di mantenere standard di valutazione uniformi. Le associazioni di categoria spesso sottolineano come la mancanza di "accomodamenti ragionevoli" reali possa tradursi in una discriminazione indiretta, dove la prova non valuta la competenza didattica ma la capacità del candidato di superare barriere fisiche o cognitive non correlate alla materia.
Dal punto di vista della politica scolastica, l'attenzione si concentra sull'efficacia delle riforme introdotte dal PNRR. L'obiettivo è garantire che i docenti inseriti in ruolo siano effettivamente preparati, ma la sentenza del TAR Puglia funge da monito per le amministrazioni: la valutazione deve essere oggettiva e deve tenere conto delle condizioni certificate, pena il rischio di ricorsi che, pur se dichiarati improcedibili per mancanza di interesse, segnalano criticità strutturali nel sistema di reclutamento.
| Evento / Atto | Dettaglio e Riferimento |
|---|---|
| Data Prova Scritta | Concessione tempi aggiuntivi per candidata con DSA |
| Prove Orali | Svolte nei giorni 01/07/2025 e 02/07/2025 |
| Approvazione Graduatoria | D.D.G. n. 709 dell'U.S.R. Puglia del 11 luglio 2025 |
| Ordinanza Cautelare | Respinta dal TAR Puglia il 24 novembre 2025 |
| Riforma Consiglio di Stato | Accoglimento appello cautelare il 16 gennaio 2026 |
| Sentenza TAR Puglia | Protocollo 1149/2026 (Dichiaratoria di improcedibilità) |
FAQs
TAR Puglia dichiara improcedibile ricorso docente dislessia
Il Tribunale ha dichiarato il ricorso improcedibile per carenza di interesse. Tale decisione implica che il giudice non può procedere con l'esame della questione poiché non sussistono gli elementi necessari per dare seguito all'azione legale proposta.
L'Ufficio Scolastico Regionale Puglia ha verificato la legittimità della richiesta e ha concesso alla candidata tempi aggiuntivi come misura compensativa. Grazie a questo supporto, la docente ha potuto sostenere la prova scritta ottenendo un punteggio di 80/100.
La sentenza ha interessato la graduatoria di merito approvata con D.D.G. n. 709 del 11 luglio 2025. Il provvedimento ha riguardato l'annullamento della comunicazione dell'esito del colloquio e della prova pratica, oltre a ogni altro atto connesso alla valutazione delle prove della ricorrente.
In questo specifico contesto, la dichiarazione di improcedibilità chiude il procedimento legale senza determinare una ripetizione effettiva della prova orale. Il documento non chiarisce se la questione sia definitivamente chiusa senza nuovi atti o se comporti altre conseguenze pratiche.
Il dossier fornito non contiene informazioni relative a precedenti del TAR Puglia su ricorsi simili per prove di concorso.